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Roma, 8 apr – E’ scontro nella maggioranza, con i due vicepremier divisi praticamente su tutto. Il nuovo braccio di ferro ora è sul Documento di economia e finanza e soprattutto sulla Flat tax, il cavallo di battaglia fiscale della Lega. “Nel Def la riduzione fiscale dovrà essere sicuramente inserita” ha scandito il leader del Carroccio Matteo Salvini alla cerimonia inaugurale del Vinitaly di Verona, dopo che il ministro dell’Economia Giovanni Tria nei giorni scorsi aveva rinviato il secondo step della tassa piatta alla manovra di settembre e non al Def, atteso questa settimana in Consiglio dei ministri, insieme alle norme sui risparmiatori truffati.  “Abbiamo votato il reddito di cittadinanza, che non è nel Dna della Lega, ora pretendiamo rispetto“, avverte il vicepremier.

Di Maio:  “Se si esce dal contratto di governo non si passa”

Immediata la replica del vicepremier Luigi Di Maio: “Finché si sta nel contratto, noi andiamo d’accordo e lavoriamo benissimo” con la Lega, dice ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. “Ma quando si esce dal contratto non si passa“. “Per me la flat tax si deve fare ma non deve aiutare i ricchi”. Finora “la forza politica che rappresento ha i ministeri più complessi e su 10 provvedimenti, 8 o 9 li abbiamo firmati noi. Io – rimarca il capo politico del M5S – non dico al ministro dell’Interno ‘lavora di più'”.

Conte mediatore: riuscirà a trovare la quadra?

Di Maio vuole tenere fuori la tassa dal Def (in linea con Tria), anche per arginare l’idea leghista di fare “facile campagna elettorale” con soldi che non ci sono. Ma la Lega insiste: “O il governo attua il contratto o non ha senso“, dice il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti. “Noi siamo stati sempre leali, la Lega ‘ni'”, sottolineano fonti 5 Stelle, che sul tema flat tax sembrano dare sponda a Tria. Il titolare del Mef (rassicurato dal premier Giuseppe Conte e da Giorgetti, che dice di non volere il suo posto) incontrerà Conte al tavolo dei risparmiatori truffati dalle banche. Varare intanto i decreti è il primo passo per provare a ritrovare un’intesa nella maggioranza, messa a dura prova sul fronte fiscale. Riuscirà il premier a mediare e trovare (ancora una volta) la quadra, tranquillizzando il Colle? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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