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Catania, 13 ago – Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, il primo ad aver denunciato i probabili rapporti tra scafisti e Ong che aiutano i migranti a sbarcare sulle nostre coste, ha aperto un’altra inchiesta sulle organizzazioni non governative coinvolte in questa vicenda. Come riportato da Il Fatto Quotidiano si tratta di un’ipotesi di reato ancora più pesante: reato di associazione a delinquere “finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. La Procura di Catania sostiene quindi che con tutta probabilità le Ong non solo erano in contatto con i trafficanti ma abbiano condiviso con loro alcune strategie per aiutare i migranti a sbarcare in Italia.



L’inchiesta è quindi ben più ampia di quella portata avanti dai magistrati di Trapani, dove sono indagati anche i comandanti della nave Juventa, che si erano limitati ad indagare sulla condotta dei singoli membri degli equipaggi delle navi Ong. In questo caso invece si parla proprio di azione sinergica tra scafisti e Ong. Da qui l’ipotesi di associazione a delinquere. Dall’inchiesta emergerebbe inoltre un’attività sporadica nei salvataggi ma una probabile comunione di intenti tra equipaggi e trafficanti a tal fine. Si presume quindi un vero e proprio sistema illegale, un’organizzazione precisa e ben coordinata finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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Dopo il j’accuse dell’ex poliziotto addetto alla sicurezza della nave di Save the Children, intervistato dal Quotidiano Nazionale Qn, arriva quindi un’altra e forse ancora più pesante accusa nei confronti delle Ong. Un puzzle che giorno dopo giorno viene assemblato con pezzi che evidenziano sempre di più una vergognosa attività affatto umanitaria. Si va anche oltre il già inaccettabile business, con tutta probabilità stanno emergendo aspetti di stampo strettamente criminale.

Eugenio Palazzini

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