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Roma, 14 lug – Numeri alla mano, la linea dura dei porti chiusi funziona: crolla infatti il numero degli immigrati arrivati sulle coste italiane.
Se dal 1 gennaio al 13 luglio sono sbarcate in Italia 17.168 persone, ovvero l’80,16 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando furono 86.123, il calo però si registra soprattutto da quando si è insediato il governo Conte. Grazie alle misure prese dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, gli immigrati sbarcati dal 1 giugno al 13 luglio sono stati 3.738, ossia l’85,58 per cento in meno dello stesso periodo di tempo nel 2017 (quando furono 25.923).
Se andiamo a vedere i singoli mesi, si potrà notare come per il 2018 abbiamo 3.154 arrivati (contro i 23.626 del 2017) e a luglio (nei primi 13 giorni), 584 (contro i 2.297 dello stesso periodo dello scorso anno).
Le rotte dei trafficanti di esseri umani stanno cambiando: nei primi 11 giorni di luglio, secondo i dati diffusi dall’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni, il numero dei migranti approdati in Spagna è stato maggiore di quelli arrivati in Italia: 1.826 contro 407, anche se il dato assoluto vede l’Italia in vantaggio (con 16.984 persone sbarcate contro le 16.902 approdate sulle coste spagnole).
Anche sul fronte degli scafisti la situazione è nettamente migliorata. Gli scafisti arrestati dal 1 maggio 2013 al 12 luglio 2018 sono stati 2.854 (di cui 1.821 dalla Polizia, 623 dai Carabinieri e 410 dalla Guardia di Finanza) , mentre dal 1 gennaio di quest’anno a due giorni fa, 70 (di cui 31 fermati dalla Polizia, 11 dai carabinieri e 28 dalla Guardia di Finanza). Gli scafisti presenti nelle carceri italiane sono, attualmente, 1.090, di cui 570 imputati e 519 condannati. Di questi la maggior parte (448) è detenuta in Sicilia e Calabria (167).
Questi criminali sono sottoposti alle disposizioni contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (ex articolo 12 del decreto legislativo 286/1998) che prevede una pena “che va da 1 a 5 anni di reclusione e una multa di 15mila euro” per ciascun migrante o con il carcere per un periodo compreso tra 5 e 15 anni e multa di 15mila euro se la condotta è più grave, ossia se si tratta di permanenza illegale sul territorio italiano, se la persona trasportata è stata esposta a rischio per la sua vita o se il fatto è stato commesso da tre o più persone in concorso tra loro.
Adolfo Spezzaferro

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