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Pistoia, 28 ago – Il centro di accoglienza di Vicofaro, gestito da don Andrea Biancalani, è stato chiuso su disposizione della Prefettura. Motivo? Problemi di sicurezza. A rendere noto lo stop alle attività del centro è il quotidiano la Nazione, che riferisce di una lettera della Prefettura in cui viene chiesto al parroco di liberare immediatamente i locali dove vivono 12 migranti a seguito dei controlli effettuati nei giorni scorsi da Vigili del fuoco e Asl.
Tralasciando i problemi di convivenza con i residenti, dai controlli è emerso che in quel centro nulla è in regola. Mancano vie di fuga in caso di incendio, estintori, impianti elettrici, idranti, scale di sicurezza. In cucina le tubature del gas corrono accanto alla canna fumaria. Insomma, una vera e propria polveriera.
In totale al centro di accoglienza di don Biancalani a Vicofaro vivono circa un centinaio di persone. Ottanta di loro sono stati accolti dal don in persona dopo essere stati espulsi dai programmi di accoglienza. E poi ci sono i richiedenti asilo, 12 in tutto, che la prefettura ha disposto che lì venissero stabiliti. Questi ultimi, cioè, gli ospiti “ufficiali” verranno trasferiti, tra Rimini, Marliana e la canonica di don Biancalani. Almeno finchè non verranno effettuati i lavori di messa a norma dei locali. Se l’associazione Virgilio-Città futura, che gestisce il progetto di accoglienza e il centro, non troverà una struttura alternativa, i 12 ospiti saranno riassegnati dalla Prefettura ad altri enti.
Di Don Andrea Biancalani e della sua sfrenata passione per sedicenti profughi e immigrati africani su questa pagina è stato scritto a lungo.  Soprattutto dopo che è diventato famoso per aver condiviso su Facebook foto di alcuni richiedenti asilo in piscina con messaggi provocatori nei confronti di Matteo Salvini. In un’assemblea pubblica ieri sera il sacerdote ha spiegato di avere già dato mandato a un tecnico di effettuare i lavori per permettere il rientro dei suoi graditi ospiti nella struttura di Vicofaro. Ha tenuto però a precisare che a suo avviso è assurdo che siano stati effettuati così tanti controlli in poche settimane e che il centro era stato certificato lo scorso aprile.
Non si sa, a questo punto, che ne sarà dell’ottantina di immigrati che in barba ai vari progetti di accoglienza gravitavano attorno alla struttura: finora dormivano nei locali più direttamente interessati dai controlli e risultati fatiscenti. Molto probabilmente finiranno per bivaccare in strada, con tutte le conseguenze del caso.
Anna Pedri
 
 

3 Commenti

  1. “Questi ultimi, cioè, gli ospiti “ufficiali” verranno trasferiti, tra Rimini,” Ramini, non Rimini, vicino Pistoia, praticamente spalmati sulla provincia…

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