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Roma, 27 – Sulle autostrade quello del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli è al contempo un passo indietro e uno in avanti. Da una parte infatti l’esponente pentastellato sembra dire a chiare lettere che lo Stato dovrà occuparsene direttamente, dall’altra apre a varie forme di partecipazione pubblica. Il ministro ha riferito oggi in Parlamento e, dopo il primo doveroso pensiero alle vittime di Genova in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Lavori pubblici di Camera e Senato sul disastro del ponte Morandi, ha assicurato l’impegno del governo al fine di evitare altre tragedie.
Poi Toninelli è passato all’attacco: “Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e degli obblighi convenzionali, valutando di volta in volta se l’interesse pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione oppure dalla rinegoziazione dei contratti in essere in modo che siano meno sbilanciati a favore dei concessionari”, ha detto il ministro. Nazionalizzazione quindi solo come una delle varie opzioni che il governo deciderà di valutare di volta in volta.
Nel caso specifico delle concessioni autostradali, Toninelli ha precisato che “ci portiamo dietro sei tipi di convenzione, sei sistemi tariffari, con due gruppi che fanno la ‘parte del leone’. Atlantia (3.020 Km gestiti), che comprende Autostrade per l’italia (2.857 Km gestiti) e che controlla sostanzialmente circa metà della rete a pedaggio; e poi il gruppo Gavio (1.212,1 Km), che ne controlla il 20%”. Per Toninelli si tratta “di una montagna di extraprofitti che, purtroppo a causa di leggi sbagliate, rimangono totalmente ai privati e non tornano a beneficio dei cittadini come dovrebbero”.
Dopodiché il ministro ha fatto presente che Autostrade fattura tanto ma investe poco: “Nel 2016 i ‘signori delle Autostrade’ hanno fatturato quasi 7 miliardi. Di essi, 5,7 miliardi derivano dai pedaggi autostradali. Allo Stato sono tornati appena 841 milioni. Nel frattempo, dati del mio ministero, gli investimenti sono calati del 20% rispetto al 2015 e per la manutenzione si sono spesi appena 646 milioni, il 7% in meno rispetto all’anno prima”, ha specificato Toninelli.
Alessandro Della Guglia

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