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Roma, 26 ago – La situazione è drammatica sebbene il ministro dell’Interno stia dando prova di coraggio e lealtà verso tutti noi, ovvero verso il paese che ha deciso di guidare. Dunque lo sarebbe ancor di più se, al posto del Salvini, vi fosse uno dei tanti stilisti del perbenismo che va tanto di moda di questi tempi. Ma comunque è il caso di dirlo: povera Italia, povera Patria nostra, sbrindellata, occupata, invasa e strattonata in qua e in là da coloro che, privi di idee, fanno dell’umanitarismo straccione il codice morale da imporre al mondo intero. Il carico umano che affollava la nave Diciotti rappresenta la totale follia cui versano sinistri, preti, papi, presidenti della camera e i camerieri dei burattinai che desiderano sconvolgere sia gli stati sovrani e sia l’amor patrio che arde come un fiamma viva dentro di noi. Rendiamocene conto e diciamolo senza tanti ghirigori: sfilano sulla passerella del politicamente corretto per far entrare fisicamente nel territorio italiano dei soggetti che vi sono arrivati illegalmente, da clandestini, violando i sacri confini che, a differenza di ciò che dice Mattarella, non sono mere linee ma il segno tangibile che questo Stato ha ancora il dovere di esercitare la propria sovranità entro quegli stessi ed esatti confini. È la base della nostra esistenza e della capacità che abbiamo di convivere decentemente gli uni con gli altri. Il contrario è il caos, la polverizzazione, lo sgretolamento, il ritorno ad una terra di nessuno ove chiunque può approdare come meglio crede piantando la propria bandiera con tutto ciò che si porta appresso. Ovvero delle intere civiltà.

E la nostra civiltà è sotto attacco grazie ad un cavallo di Troia fattoci recapitare da certi nostri connazionali in cerca di rivincita poiché la storia ha decretato più volte che il comunismo, o socialismo scientifico, rappresenta solamente una sciagura che crea morte, miseria e dispostismo. Dunque, l’attacco alla società libera occidentale viene perpetrato sgretolandola dall’interno, senza quindi opporvi una ricetta culturale, sociale ed economica migliore. E poi, siccome la disuguaglianza lor signori non sono riusciti a livellarla poiché la si può combattere solo attraverso una dittatura, pretendono di insinuare nella coscienza collettiva il senso di colpa per la macroscopica differenza di benessere di cui godiamo e di cui non godono i terzi e quarti e quinti mondi. In definitiva: se questa civiltà non la si può combattere presentandone una in sostituzione, tanto vale rappresentarla come sbagliata. Siamo sbagliati, siamo razzisti e siamo xenofobi perché riteniamo, oltretutto pragmaticamente, che questo incontro di culture diverse generi solo uno scontro. E il nostro peccato originale consiste nel ritenere che il futuro stia nelle radici. Siamo degli assassini ignoranti perché non comprendiamo il beneficio dell’invasione e della sottomissione. Cioè è stato operato uno sconvolgimento dei sentimenti e del buon senso riducendo a reato quantomeno morale ciò che da sempre risulta meritevole di medaglia: la difesa del proprio vicino e la difesa di ciò che si è. Subdolamente viene veicolato il pensiero rosa e “bellino” che un giovane debba vagabondeggiare per il mondo per potersi formare, e, al ritorno a casa, egli non debba più trovare ciò che aveva lasciato bensì un grottesco miscuglio di acqua e olio, cioè di culture contrastanti, così che possa trasformarsi nel Nulla. Un recipiente pronto per essere riempito da chiunque.

Questi imbonitori utilizzano le solite vecchie armi per martellare chi dissente. Sventolano la Costituzione per aria fingendo che vi sia scritto che in Italia chiunque può entrare come cazzo vuole. E non sono stupidi, ma solo intellettualmente disonesti, perché a occhio e croce questa è la Costituzione italiana e quindi si occupa di questo paese e di questo popolo, lasciando uno spazio residuo e marginale per gli stranieri che, fuggendo realmente da guerre o persecuzioni, abbisognano di un rifugio. L’ottima strategia del massacro mediatico anche tramite l’utilizzo di leggi molto particolari non è mai passata di moda. La Treccani definisce in modo netto il concetto di razzismo ma costoro lo allargano a chiunque non si prodighi per trasformare l’Italia nel campo profughi del mondo. E gli viene in soccorso la famosa legge Mancino, sulla cui base qualcuno che a quanto pare ha troppo tempo libero ha denunziato il ministro Salvini per incitamento all’odio razziale. E siccome la sopracitata legge pare ci tuteli dal ritorno dell’eventuale fascismo postumo (che non potrà mai tornare perché l’assetto democratico dell’Italia è sancito in degli articoli della Costituzione immodificabili, ma questo loro non lo sanno perché anziché studiare erano in Erasmus), chiunque ne parli male è un pericoloso squadrista. Mossa finale altrimenti detta ciliegina sulla torta: l’intervento della magistratura per conferire un minimo di apparente serietà agli sfondoni con cui ci martellano gli zebedei ogni giorno. Salvini è formalmente indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio. Siamo alle solite, con un potere dello Stato che interviene a gamba tesa contro un altro e un pezzo della politica che gli si accoda annuendo e dicendo “sì, sì, sì, sì, sì”. Lo hanno sempre fatto con Berlusconi e adesso sono pronti a farlo col ministro dell’Interno: la sinistra segue la strategia dell’attacco frontale, violento – sebbene non fisicamente – e costituzionalmente orripilante. Così viene messo per l’ennesima volta in soffitta il principio fondamentale della separazione dei tre poteri dello Stato e della indipendenza dell’uno dall’altro. E così rispunta la celebre frase che Giancarlo Pajetta pronunciò nel 1961 di fronte alla stampa: “Fra la rivoluzione e la verità io scelgo la rivoluzione”. Mentalità, questa, adottata e conservata dalla sinistra sino ai giorni nostri. Che scempio.

Non esiste altro paese al mondo che si prodighi con così tanta costanza ed energia per l’accoglienza purchessia di immigrati clandestini di cui un dieci per cento scarso risulta in possesso dei requisiti per godere della protezione umanitaria. L’Europa, la cara Europa ove sorgono minareti e scompaiono campanili, ci fa sapere per bocca delle sue istituzioni e dei capi di governo e dei ministri dei paesi membri che sono cazzi nostri e tali rimarranno. Poi Macron fa il predicozzo a Salvini e ci definisce degli stronzi senza cuore, ma intanto i loro confini rimangono ben presidiati e la loro Marina non va nelle zone Sar di altri paesi per raccattare il ceto medio africano. Ripeto: ceto medio. Il gruppo di Visegrad, i paesi dell’est capitanati da Viktor Orban, sono dipinti come il male assoluto quando in realtà sono i più realisti: la questione non è se e quanti clandestini ogni paese deve prendersi, piuttosto la necessità impellente di frenare con le buone o con le cattive questo esodo divenuto biblico. Perché, è bene ricordarlo, un ministro può arrestare tramite accordi bilaterali l’andirivieni dall’Africa, ma ormai il tappo della bottiglia è saltato e la catena di business criminale che vi si è creata attorno non si spezzerà se non usando la legittima forza. Qui c’è in gioco non solo la credibilità di questo Vecchio Continente utilizzato da una lobby solamente finanziaria per sciacquarsi le mani prima di gozzovigliare, ma addirittura la concreta possibilità di uno scontro civile interno ai paesi che stanno subendo questa violenta sopraffazione. Lo spazio che separa il popolo dall’intellighenzia si sta trasformando in un baratro di dimensioni immani poiché si ha la sensazione che l’operato di pochi influisca sulla moltitudine che, a più riprese, si è scagliata democraticamente contro tale modus operandi. E si tratta, da parte nostra, di decidere se morire nella propria urina o nel proprio sangue.

Lorenzo Zuppini

3 Commenti

  1. A proposito dell’ immigrazionista pro musulmani sorosiano Francesco, che dice “chi sono io per giudicare i gay ” e perdona i divorziati che possono ora fare la comunione distruggendo cosi’ la base del cattolicesimo che è la famiglia indivisibile composta da madre e padre e prole, c’è una notizia bomba;
    dal sito;leggo.it;26 Agosto 2018
    Monsignor Viganò accusa Papa Francesco: «Sapeva degli abusi di McCarrick sui seminaristi, e l’ha coperto. Si deve dimettere»
    Insomma siamo alle solite; questi falsi moralisti che dicono ai veri cattolici che a volte non sono buoni e caritevoli risultano, da testimonianze molto credibili, coprire e valorizzare un pedofilo che giustamente dal grande Papa Benedetto era stato isolato e deposto ma che ha ritrovato un ruolo importante sotto Francesco

  2. mi permetto solo di ricordare l’emblematico articolo 52 della Carta Costituzionale,spesso “dimenticato” dai rossomagliettati con arancino in mano e politici sconfitti alle scorse elezioni:
    ” La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
    Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.”

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