Brindisi, 15 mag – Sono 12 le persone finite in manette con l’accusa di affiliazione alla Sacra Corona Unita. Gli arresti sono stati condotti dalla polizia di Stato di Brindisi nell’ambito di un’operazione antimafia che ha colpito presunti affiliati e fiancheggiatori appartenenti a una frangia dell’organizzazione mafiosa. Secondo quanto emerso dalle indagini alcuni “autorevoli referenti” mandavano messaggi dal carcere. Tutto ciò era possibile grazie a una fitta corrispondenza e contatti telefonici, mediante un cellulare fraudolentemente introdotto in carcere, che i due esponenti intrattenevano anche con soggetti rinchiusi in vari penitenziari italiani. Addirittura, in alcuni casi, le persone con cui intrattenevano rapporti hanno ricevuto l’investitura mafiosa e ne è stata sancita l’affiliazione alla Sacra Corona Unita.

Tutto è partito con le indagini svolte tra luglio e dicembre 2017 all’interno di un carcere di massima sicurezza in cui sono detenuti noti esponenti della Sacra Corona Unita di Brindisi, che avevano l’obiettivo di compattare il gruppo criminale ai fini di un controllo capillare del territorio nella zona di Brindisi, Tututano e Mesagne, per ottenere guadagni in particolare nei settori della pesca e della gestione dei parcheggi, oltre all’estorsione e allo spaccio di droga. Inoltre nelle intenzioni dei boss già detenuti c’era quella di colpire alcuni componenti della direzione antimafia di Lecce. Di qui i pizzini inviati dal carcere con le istruzioni per entrare in azione.

Uno dei boss, poi, aveva manifestato l’intenzione di evadere dal carcere, e per questo era entrato a far parte di una compagnia teatrale formata da detenuti. In occasione di una rappresentazione teatrale avrebbe fatto in modo di reperire un particolare filo, il cosiddetto “capello d’angelo” che gli avrebbe permesso di segare le sbarre e tentare, così, l’evasione. L’introduzione di questo filo diamantato, sarebbe avvenuta attraverso una cintura, indossata da un familiare del detenuto, autorizzato all’ingresso per un colloquio in carcere. Al passaggio presso il metal detector, il complice avrebbe dapprima tolto la cintura per superare il controllo, per poi indossarla nuovamente e sfilare da questa il filo, da consegnare al recluso durante il loro colloquio.

Gli ordini di custodia cautelare hanno riguardato tre persone già in carcere e altre nove a piede libero. Questi i nomi degli arrestati, tutti originari di Brindisi e Provincia: Raffale Martena, 32enne; Antonio Campana, 39enne; Jury Rosafio, 41enne; Igino Campana, 63enne; Ronzino De Nitto, 43enne; Fabio Arigliano, 47enne; Mario Epifani, 37enne; Andrea Martena, 32enne; Andrea e Vincenzo Polito di 29 e 33 anni; Enzo Sicilia, 33enne e Nicola Magli di 37 anni.

Anna Pedri

 

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