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Come volevasi dimostrare: i due marò rischiano la pena di morte

by Saverio Andreani
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maro_1New Delhi, 22 gen – La storia dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sembra essere un racconto surreale, un continuo paradosso diplomatico, una costante presa in giro nei confronti di una nazione con un governo farlocco e un parlamento inetto, incapace di prendere decisioni adeguate ad un vero e proprio sopruso. E’ notizia recente che la Corte suprema, massimo organo giudiziario indiano, ha chiesto al governo di “riconciliare il conflitto di opinione all’interno dell’amministrazione entro due settimane”, quando è stata fissata una nuova udienza, in una breve seduta, durata una decina di minuti.

Secondo la stampa indiana, venerdì sera il ministero dell’Interno di New Delhi ha dato via libera alla National Intelligence Agency (Nia), l’organismo che conduce le indagini sui due marò, per un’incriminazione secondo il Sua Act, la legge antiterrorismo che include reati di pirateria e prevede in alcuni casi la pena di morte. Secondo quanto riporta l’Indian Times, una fonte della Nia ha precisato peraltro che “c’è un ricorso pendente presso la Corte Suprema e anche se ora abbiamo il via libera a formalizzare le accuse in base al Sua Act, aspetteremo che la Corte si pronunci sul caso”. Le dichiarazioni erano state rilasciate prima dell’udienza della Corte suprema.

Ha poi aggiunto che “le indagini sono completate”, facendo capire che il rapporto è pronto per essere presentato al giudice speciale che dovrà processare i due Fucilieri di Marina trattenuti in India In ogni caso, “la nostra indagine è completa”, ha sottolineato la fonte della Nia.

Nel frattempo l’inviato italiano, Staffan De Mistura, ha espresso scetticismo riguardo alla notizia affermando che “la Nia ci ha abituati in passato alle voci che fa filtrare tramite la stampa indiana in modo da mettere pressione sulla Corte Suprema e sulla magistratura indiana”, ha ricordato l’ex sottosegretario agli Esteri, “noi abbiamo imparato a non dare peso alle indiscrezioni di stampa, sia positive che negative, ma ci atteniamo solo a quello che dice la Corte. Non abbiamo alcun riscontro di questa cosa uscita su un giornale indiano”.

Intanto il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, ospite di Sky tg24 ha dichiarato: “Tutte le opzioni per rispondere alle eventuali decisioni dell’India sui due marò ancora in attesa di un giudizio a New Delhi”.  Nei giorni scorsi, il governo italiano ha chiesto espressamente che l’India “mantenga le promesse” riguardo al fatto che il caso non rientra tra quelli che prevedono la pena di morte. Se così non fosse, ha avvertito il ministro degli Esteri, Emma Bonino, “tutte le opzioni” sarebbero sul tavolo per la diplomazia italiana.

Saverio Andreani

 

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