Roma, 12 giu – Come spinge la Roma targata Monchi! Quattro acquisti in poche settimane da parte del direttore sportivo spagnolo che in questo momento sta conducendo per distacco la volata al calciomercato. Prima il giovane talento croato Coric dalla Dinamo Zagabria, poi l’esperto difensore spagnolo Marcano, svincolato col Porto; passando per il centrocampista Cristante dell’Atalanta e poi chiudendo –per ora – con la ciliegina olandese di Justin Kluivert dell’Ajax. Dunque, un attaccante esterno, due centrocampisti e un difensore. Tre sono giovani ma già con il profilo dei titolarissimi: Kluivert, il figlio dell’ex attaccante del Milan è nato nel 1999, Coric, quello che definiscono “il nuovo Modric” nel 1997, Cristante nel ’95, Marcano, con i suoi 31 anni è l’unico esperto.

Insomma, verrebbe da dire, insieme al progetto del nuovo stadio, la Roma di Pallotta sta investendo sulla migliore gioventù del calcio. Magari un po’ più sbilanciata sui profili stranieri, quindi non facendo in prospettiva un gran servizio alla Nazionale, ma tant’è: Monchi, il diesse, un uomo mercato micidiale, il protagonista del Fenomeno Siviglia con i successi in Europa ha ovviamente una visione ed una formazione internazionali, sostenuti dalla mentalità della proprietà che è americana con James Pallotta. In sostanza, con questa partenza bruciante e mirata nella ricerca dei ruoli e del Progetto, la Roma si è candidata a diventare la prima antagonista della Juve per la prossima stagione. Soprattutto perché l’approdo in semifinale di Champions League le ha dato, oltre alla consapevolezza del proprio valore assoluto, anche una certa disponibilità economica –tra i 90 e i 100 milioni – e quell’appeal che diventa fondamentale per far breccia sui nuovi obbiettivi e battere la concorrenza.

Per esempio, su Coric e Kluivert, Monchi ha bruciato parecchi club della Premier League. Lo ha fatto, dimostrando quella duttilità mentale che lo ha portato a fare operazioni con agenti di primo piano ma diversi, senza legarsi al solito carro, magari per avere un ritorno personale e affaristico migliore: Kluivert è assistito da Mino Raiola, Cristante dal rampante Beppe Riso. Ma la nuova Roma anti Juve non ha certo finito qui il suo mercato perché i segnali parlano di altri acquisti e, soprattutto, di una mini rivoluzione in uscita attraverso delle cessioni che serviranno – giustamente- a ringiovanire la squadra e a continuare a pompare soldi per puntellare il bilancio.

La Grande Rivoluzione che è cominciata sul mercato in entrata continuerà con la caccia ad almeno un altro esterno d’attacco perché Di Francesco vuole sviluppare il suo gioco offensivo attraverso giocatori di fascia con più gol nei piedi rispetto ai giocatori di questa stagione: Berardi del Sassuolo è certamente un altro obbiettivo,  insieme a Ziyech, altro esterno dell’Ajax. Ma non è nemmeno da trascurare l’ipotesi di un ritorno di interesse per Mario Balotelli, che fin qui non aveva scaldato il progetto di Monchi. Ma Balotelli è assistito da Raiola, preziosissimo per l’aggancio a Kluivert, altro suo assitito. Poi, la prospettiva di un Dzeko in fase calante cono i suoi 32 anni, non va certo trascurata nelle valutazioni che sta facendo la società giallorossa.

La Rivoluzione in uscita prevede invece certamente la partenza di Nainggiolan e /o Strootman, Juan Jesus in difesa, El Shaarawy in attacco. Dubbi anche sul rinnovo di Florenzi. Segnali che in pochi mesi, il brutto anatroccolo giallorosso, appesantito dai debiti e da una gestione spendacciona (quella precedente di Sabatini) sta diventando una macchina da guerra pronta a fare utili e risultati. In grado persino di far rifiutare a Pallotta una proposta di acquisto del club da parte di un fondo dell’Arabia Saudita (come avevamo anticipato sul Primato Nazionale), che per club e nuovo stadio era pronta a pagare oltre un milione di euro. Capace adesso di mettere le mani sui talenti più freschi del calcio internazionale a prezzi ragionevoli: 6 milioni per Coric; 20 più 5 di bonus per Cristante, 20 milioni bonus compresi per Kluivert. Per ora, le altre, Juve compresa, stanno a guardare: Perin per i campioni d’Italia, Verdi per il nuovo Napoli di Ancelotti, per ora non sono ancora all’altezza dell’attivismo giallorosso.

Paolo Bargiggia

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