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Pesaro, 6 giu – I genitori del piccolo Francesco Bonfazi, bimbo di sette anni originario di Cagli morto il 27 maggio 2017 per le conseguenze di una  otite batterica bilaterale sono stati condannati a tre mesi di carcere.



Otite degenerata in encefalite

Il padre e la madre di Francesco sono, infatti, accusati di concorso in omicidio colposo aggravato. La coppia si era affidata alle cure di un medico di Pesaro, anche lui imputato nel procedimento. Il dottore era specializzato in omeopatia, così invece di consigliare o prescrivere l’uso di antibiotici che avrebbero rallentato il processo di infezione alle orecchie di Francesco, ha preferito seguire la cura con che aveva consigliato prodotti omeopatici: l’otite è così degenerata in una encefalite, che ne ha provocato la dolorosa morte, in seguito ad un purtroppo inutile trasferimento da Urbino all’ospedale Salesi di Ancona. Qui Francesco fu sottoposto a intervento nella notte tra il 23 e il 24 maggio 2017,morendo tre giorni dopo. I genitori si difendono dicendo che erano preoccupati che il figlio fosse continuamente sottoposto a cure con gli antibiotici. Da qui la decisione di rivolgersi al medico omeopata.

Medico a processo il 24 settembre

Il medico è stato rinviato a giudizio dal Gup: per lui si andrà avanti con il rito ordinario. La prima udienza per il suo processo si terrà il 24 settembre. Il medico sostiene la tesi per cui lui non avrebbe imposto le cure omeopatiche, e che comunque tali cure non siano necessariamente il nesso con la morte del piccolo Francesco. Intanto, i difensori dei genitori di Francesco hanno annunciato che faranno ricorso contro la decisione del giudice, sebbene le motivazioni devono ancora essere depositate. Il nonno materno di Francesco dichiara: “C’è amarezza, ma crediamo ancora nella giustizia”, detto il nonno materno di Francesco, presente con i genitori del piccolo in aula.

Ilaria Paoletti

 



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