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Roma, 19 ago – L’Organizzazione mondiale della sanità punta il dito contro i nazionalismi del vaccino per il coronavirus. E, anzi, reputa che i nazionalismi abbiano “esacerbato la pandemia“. Quello che preoccupa l’agenzia delle Nazioni Unite è che mentre nel mondo la ricerca sulla lotta al coronavirus avanza con alcuni Paesi in testa – Usa, Russia e Cina, soprattutto -, bisogna agire per “garantire che le innovazioni siano disponibili per tutti, ovunque, a partire da quelli a più alto rischio“. Parola del direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Tedros: “Non ripetere gli errori del passato”

Il direttore dell’Oms ha invitato a “non ripetere gli errori del passato“. Un chiaro riferimento all’approvvigionamento di strumenti di prima necessità per medici e operatori sanitari in prima linea all’inizio della pandemia. “Con l’arrivo di nuove diagnosi, farmaci e vaccini, è fondamentale che i Paesi non ripetano gli stessi errori. Dobbiamo prevenire il nazionalismo dei vaccini contro il Covid-19”. “Il nazionalismo dell’offerta ha esacerbato la pandemia e ha contribuito al fallimento totale della catena di approvvigionamento globale“, è l’accusa. E’ questa dunque – dice convinto Tedros – la “lezione da imparare: sebbene vi sia un desiderio tra i leader di proteggere prima il proprio popolo, la risposta a questa pandemia deve essere collettiva” perché “nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro“. “Un’azione strategica e globale è effettivamente nell’interesse nazionale di tutti i Paesi”, sostiene il funzionario Onu, riferendo di aver inviato una lettera ai governi dei Paesi membri dell’Oms chiedendo di partecipare a sforzi multilaterali e condivisi.

La ricetta Oms in due fasi

La ricetta proposta da Tedros è quella di “implementare l’assegnazione dei vaccini in due fasi. Nella fase 1, le dosi saranno assegnate proporzionalmente a tutti i Paesi partecipanti simultaneamente per ridurre il rischio complessivo. Nella fase 2, verranno presi in considerazione i Paesi in relazione alla minaccia e alla vulnerabilità”. Nobili propositi che però cozzano con la realtà dei fatti. Non dimentichiamo poi le accuse dell’amministrazione Usa nei confronti dell’Oms per la gestione fallimentare della pandemia (per non parlare dei sospetti di essere stata in qualche modo condizionata dalla Cina, almeno a sentire Trump). Difficile che gli Stati Uniti (che sono in testa alla corsa al vaccino con ben 13 candidati per la sperimentazione sull’uomo) poi rispondano con i fatti all’appello visto che hanno deciso di uscire dall’organizzazione e di non volerla più finanziare.

Pechino: “Non c’è alcun rischio di nazionalismo vaccinale”

E proprio per quanto riguarda la produzione di vaccini, le autorità di Pechino assicurano che non c’è alcun rischio di “nazionalismo vaccinale”. Tutti e cinque i tipi di vaccini sviluppati in Cina per prevenire il coronavirus sono stati creati nell’ambito della cooperazione internazionale con diversi Paesi tra cui Emirati Arabi Uniti, Brasile, Regno Unito, Stati Uniti e Germania.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Qui si viaggia tra megalomania, delirio e rischio di truffe globali… No grazie, per ora ci accontentiamo dei piaceri e dei guai locali. Sappiamo che la cosa vi disturba molto, ma fatevene una ragione perché non siete il Padreterno… OMS non rappresenta la salute di nessuno perché il calderone sanità non è uguale a salute individuale!!

  2. seguire gli USA mi pare la strada più ragionevole, abbandonare questa nave di pirati è la cosa più sensata che l’Italia può fare
    non ne abbiamo bisogno, la ns sanità pubblica è superiore a questi mezzi marinaretti che si credono degli ammiragli
    Qualcuno deve indagare su questa organizzazione

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