Washington, 12 dic – Si mette male per Donald Trump. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso del Texas per invalidare il risultato delle elezioni nei quattro Stati chiave che hanno decretato la vittoria del rivale dem Joe Biden. Salvo sorprese, quindi, il risultato delle elezioni del 3 novembre non cambia. La Corte Suprema infatti ha rispedito al mittente il ricorso del procuratore del Texas, Ken Paxton, appoggiato dai colleghi di altri 17 Stati, da 126 deputati repubblicani (e ovviamente da Trump).



La Corte Suprema respinge il ricorso del Texas per ribaltare il voto in quattro Stati chiave

Pertanto la Corte non prende in considerazione la causa intentata contro Georgia, Pennsylvania, Wisconsin e Michigan. Questo perché “la materia non rientra nei compiti assegnati alla Corte dalla Costituzione“. Inoltre nel comunicato ufficiale si osserva come “il Texas non abbia un riconosciuto interesse giudiziario a contestare le norme di altri Stati nella materia elettorale”. Tra i nove togati, due – Samuel Alito e Clarence Thomas – tuttavia si sono dissociati, sostenendo che in realtà “la materia ricade nella nostra giurisdizione”. Anche se, come sottolinea lo stesso Alito, questo non significa accogliere nel merito le contestazioni del Texas.

Neanche i giudici eletti da Trump votano per lui

Con la decisione della Corte Suprema, probabilmente si chiude la battaglia giudiziaria del presidente in carica, fermamente convinto dell’esistenza di brogli elettorali che invalidano la vittoria di Biden. Il tycoon sperava che i giudici, a maggioranza conservatori, accogliessero la richiesta. Ma neanche i magistrati che lui stesso ha nominato, ossia Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Barrett, hanno votato a favore. Tutti e nove i giudici supremi hanno espresso parere contrario. “La Corte Suprema ci ha davvero deluso. Niente saggezza, niente coraggio“, così Trump esprime tutta la sua rabbia su Twitter.

Lunedì 14 il Collegio elettorale ratificherà definitivamente la vittoria di Biden

La nuova sentenza della Corte Suprema forse è l’ultimo atto nella battaglia di Trump per rovesciare – termine da lui stesso usato su Twitter – l’esito elettorale. Anche perché lunedì 14 dicembre il Collegio elettorale, con le riunioni dei 538 grandi elettori in tutti gli Stati, ratificherà in modo definitivo la vittoria di Biden con 306 voti elettorali contro i 232 di Trump.

Ma per Giuliani, avvocato personale di Trump, non finisce qui

Ma a sentire Rudy Giuliani, avvocato personale di Trump, la battaglia legale per sovvertire il risultato elettorale non è ancora finita. Anche se la Corte Suprema ha respinto il ricorso del Texas, “il caso non è stato rigettato nel merito“, spiega Giuliani al canale tv Newsmax. “Non abbiamo finito, credetemi. La risposta adesso sarà portare il caso alla corte distrettuale, su richiesta del presidente o di alcuni elettori in difesa del loro diritto costituzionale ad avere elezioni regolari”, conclude il legale di Trump.

Ludovica Colli

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5 Commenti

  1. Mi ricorda anche qualche giochetto di casa nostra, il “conflitto non conflitto” tra merito e procedura… Ovvero, quando la “giustizia” può diventare biforcuta!

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