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Genova, 17 ago – La rottura di uno strallo “è un’ipotesi di lavoro seria”. E’ il parere di Antonio Brencich, docente dell’università di Genova e membro della commissione del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del crollo. Brencich ha fatto un breve sopralluogo nella zona del ponte crollato ma, rispondendo ai giornalisti, non è voluto entrare nel merito del lavoro della commissione. “La voce che gira è che il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso”, si è limitato a sottolineare. Il docente ha invece smentito che possa essere stato un eccesso di carico a provocare il crollo del ponte Morandi: “La pioggia, i tuoni, l’eccesso di carico sono ipotesi fantasiose – ha detto – che non vanno prese neanche in considerazione”.
Intanto, la Procura di Genova ha disposto il sequestro della parte superiore del ponte Morandi, ossia i due monconi rimasti dopo il crollo di circa 200 metri della campata centrale avvenuto lo scorso 14 agosto. Mentre la parte inferiore non è stata sequestrata, ma è stata individuata un’area da parte del comune, dove portare le macerie per liberare la zona della ferrovia e il letto del torrente Polcevera. Si tratta dell’area Amiu di Campi che funzionerà come deposito di stoccaggio provvisorio.
Non si ferma la ricerca dei dispersi sepolti sotto le macerie. Per la terza notte consecutiva, i vigili del fuoco hanno lavorato con ruspe e martelli pneumatici per cercare di aprirsi un varco tra gli enormi blocchi di cemento. Due sono i punti su cui si stanno concentrando le ricerche delle persone che ancora mancano all’appello: il basamento del pilone crollato, all’altezza dell’argine sinistro del Polcevera, e il blocco di ponte lungo una ventina di metri precipitato dopo essersi cappottato sulla ferrovia. Secondo la Procura, sono ancora una decina i dispersi.

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