Berlino, 20 dic – L’insostenibile pesantezza dell’essere un settimanale anti-italiano aveva già reso Der Spiegel meno interessante di un film cecoslovacco con sottotitoli in tedesco. “L’Espresso” in salsa acida amburghese era balzato alle cronache e agli sberleffi social di casa nostra, come ricorderete, in seguito a una serie di sparate contro l’Italia. Di quelle che finisci per analizzare soltanto tramite parametri freudiani, basati su complessi fallici e invidie ataviche che all’improvviso spuntano nel profondo nord. “I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa”, scrisse di noi poveracci italiani il simpatico giornale tedesco. Fu solo una delle tante uscite imbarazzanti e sprezzanti dello Spiegel, che volle definirci pure mafiosi, ricattatori e addirittura un popolo di “Schettino”. Per meglio rimarcare questo novero di ingiurie, il settimanale tedesco ci dedicò diverse copertine condite da stereotipi di bassa lega e deliri da alto tasso alcolico.

Peccato che adesso il burlone Spiegel sia costretto a fare i conti con le bufale propinate ai lettori per sette lunghi anni. Perché proprio di notizie inventate di sana pianta da un suo redattore di punta si tratta. Class Relotius, nomintato addirittura “giornalista dell’anno” dalla Cnn nel 2014, ha infatti ammesso di aver scritto sul settimanale anti-italiano svariate fake news. Relotius ha confessato di aver falsificato e inventato storie in almeno 14 articoli su 60 da lui firmati. Balle che lo scorso anno avevano fatto ottenere al giornalista dello Spiegel pure il “Premio della stampa europea”. Una grande penna che nel 2012 per la Zeit partorì un bel reportage sui “profughi che salvano Riace dal declino”. Un’apologia dell’operato del sindaco Mimmo Lucano che giusto un ineffabile giornalista come Relotius poteva realizzare.


Secondo la redazione di Der Spiegel, che ha reso noto il tutto, quello raggiunto con le bufale dichiarate dal suo reporter di punta è “il punto più basso della nostra storia lunga oltre settant’anni”. A noi in realtà sembrava ne avessero già toccati tanti di punti bassi. Vero è che quando si pensa di aver toccato il fondo, si può sempre scoprire di poter ancora sprofondare nei bassifondi. Finendo per “mendicare” notizie false e truffare i lettori. Non ci resta dunque che augurare al settimanale tedesco un bel bagno di umiltà, fosse mai che le chiare fresche e dolci acque lo portino a riconsiderare l’Italia. Quella che dei barbari giudizi, in ogni caso, se la ride.

Eugenio Palazzini

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  1. I mendicanti sono i tedeschi che ci costringono a restare nell’ euro.E’ noto a tutti che se la Germania avesse ancora il marco questo oggi sarebbe molto rivalutato e le loro esportazioni ne soffrirebbero molto.Invece grazie alla crisi in Italia e nei paesi del sud europa generata appositamente dai nordici con ricette da depressione economica e moneta privata straniera, oggi la Germanioa si trova un euro svalutato rispetto ad un ipotetico marco e quindi con enormi esportazioni e ricchezza.Se vogliamo è come il nord Italia che approfittava di una lira bassa dovuta alla povertà al sud.Ma almeno in quel caso avveniva una redistribuzione del reddito tramite lo stato centrale, mentre questi mangia salsicce non solo non redistribuiscono ma ci offendono pure.E’ ora di dire a Fritz che ci ha sderenato veramente gli zibidei e di mandarlo a.. Germania!

  2. Merkel ha dichiarato tempo fa… “no a sentimenti anti tedeschi” poi “non verrò più a fare le vacanze in Italia” eh ma… Chi se ne frega, chi ti vuole… Pensa che, invece, le tue connazionali preferivano farsi corteggiare dal maschio italico piuttosto che dai filtrabirra penimolli tedeschi…

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