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Dimms: un’altra azienda italiana finisce nelle mani dei francesi

by Salvatore Recupero
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Milano, 10 mar – La Dimms verrà incorporata dai francesi di Socotec. Si apre una nuova fase per l’azienda irpina fondata nel 1992 da Massimo De Iasi. Con l’acquisizione da parte del colosso transalpino le controllate Elletipi Srl, Labo Consult Srl e Geomarine Srl sono state incorporate in Dimms Control, e la denominazione sociale di quest’ultima è diventata Socotec Italia. Il gruppo sarà guidato dallo stesso De Iasi. A partire dal primo aprile il nuovo marchio verrà introdotto su tutte le 5 sedi (uffici e laboratori) italiani: Milano, Avellino, Bologna, Ferrara e Ancona, sui 25 laboratori mobili, sulla flotta di veicoli e sui mezzi di comunicazione.

Possiamo dire, dunque, che l’ennesima eccellenza italiana è finita in mani straniere? Forse. Per il momento i nuovi arrivati si sono mossi con grande cautela. Tuttavia è evidente che non si tratta, però, di un mero riassetto societario: i nostri cugini d’Oltralpe posseggono l’85% della controllata italiana. Per comprendere meglio quanto detto è utile conoscere meglio le aziende protagoniste di questa vicenda.

La Dimms Control S.r.l è un centro geotecnico ingegneristico di intervento e di controllo sulle strutture e sul territorio. Si occupa dell’esecuzione di prove geotecniche di laboratorio (e in sito) su terreni, rocce e materiali da costruzione. Il gruppo campano concentra la sua attività soprattutto nel settore delle infrastrutture e dell’estrazione di idrocarburi. L’azienda nasce negli anni novanta ad Avellino. Nel 2012 inizia ad operare anche a livello internazionale (Romania e Mozambico) grazie ad acquisizioni importanti quali Elletipi e Geomarine. Al momento della incorporazione contava 350 dipendenti e un fatturato di 21 milioni (dati relativi al 2018).

L’affondo francese

E veniamo ora ai transalpini. Socotec nasce in Francia nel 1953. Oggi non solo è un gruppo leader in Francia nel campo delle costruzioni ma si avvia a dominare il mercato europeo. Un terzo dei suoi ricavi è ottenuto fuori dai confini nazionali grazie a tre piattaforme (Regno Unito, Germania e Italia) e alle sue filiali in 26 paesi. Da oggi dopo questa operazione la società francese è più forte. Ed è lo stesso ceo Hervé Montjotin a dirlo: “Con il team di talento guidato da Massimo De Iasi e la performance delle nostre attività in Francia, Inghilterra e Germania nel 2018, siamo avviati sulla buona strada per divenire, nel 2020, il leader europeo nel settore del Tic, Testing, inspection, Certification, nei settori dell’edilizia e delle infrastrutture”. Il copione, purtroppo, è sempre lo stesso: le aziende italiane, seppur virtuose, hanno bisogno di essere “incorporate” da qualche gruppo straniero per continuare a rimanere sul mercato.

Salvatore Recupero

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2 comments

paleolibertario 10 Marzo 2019 - 2:46

Concordo con l’articolo in senso “culturale”, ma cerchiamo di gestire le società in maniera non dissennata, però. Se non ce la fai a rimanere sul mercato non puoi prendertela con gli stranieri. L’economia è in natura, con le sue leggi ineliminabili, non si può far finta che non esista. Un identitario sbaglierebbe se non riconoscesse le leggi del mercato, è erroneo dire: “prima la politica, poi l’economia”, o parlare di una subordinazione della seconda alla prima; sono semplicemente due dimensioni diverse.

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Mario 11 Marzo 2019 - 10:42

È l’eterno dilemma: prima l’uovo o la gallina, prima le persone o il denaro?
Sarò ancora un ingenuo a 70 anni ma per me tuttora prima viene l’uomo

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