Roma, 13 ott –  Recep Erdogan e Vladimir Putin si incontrano oggi in Kazakistan, come riporta Tgcom24. Ancora una volta, la Turchia tenta una difficile mediazione per sciogliere il nodo del conflitto in Ucraina.

Erdogan e Putin di nuovo a confronto

Erdogan e Putin di nuovo faccia a faccia. L’incontro di oggi si terrà ad Astana, nel Kazakistan. Le aspettative sono – come sempre – basse. Ma il fatto che il Cremlino dialoghi con almeno uno dei referenti in Occidente è comunque una buona notizia. Del resto, Ankara ha sempre recitato con grande impegno il ruolo di mediatore per trovare una via diplomatica in una guerra, quella tra Kiev e Mosca, che ormai dura da più di sette mesi, in un nodo che non accenna a sbrogliarsi. Il presidente turco ha parlato del conflitto alla Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia, e si è così espresso: “Una pace giusta può essere ottenuta attraverso la diplomazia, non ci possono essere vincitori in una guerra e perdenti nella pace. Il nostro obiettivo è che il bagno di sangue finisca il prima possibile“.

Il ruolo della Turchia

La Turchia ha – da sempre – cercato di favorire un tavolo negoziale tra le due parti. Eccezione assoluta nella sfera di influenza statunitense, escludendo anche la Francia, dove l’attività “telefonica” del presidente Emmanuel Macron verso i leader di Kiev e Mosca è sempre stata più simbolica che sostanziale. Al contrario, il governo di Ankara è l’unico ad aver favorito, anche sul proprio territorio, un incontro tra le parti. Partendo spesso da iillusioni, sulle prime battute del conflitto, che un accordo fosse vicino. Ora potremmo essere ad una svolta? Difficile. Ma l’aspetto positivo da tenere in considerazione, come noi stessi abbiamo sottolineato, sta negli interessi e nei calcoli di Erdogan, coincidenti – per fortuna – con il raggiungimento di una pace il prima possibile.

Alberto Celletti

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