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Roma, 24 feb – Fascismo on Ice sulle alpi piemontesi, ovvero inni del ventennio diffusi tramite l’impianto audio della pista di pattinaggio su ghiaccio. E’ il fatto che ha scosso la paciosa tranquillità di Limone Piemonte, amena località sciistica in provincia di Cuneo. E così il 22 febbraio, tra lo sconcerto (e il malcelato divertimento di alcuni) dei passanti, le casse della pista hanno iniziato a suonare impunemente “Faccetta Nera”, “All’armi siam fascisti” e tutto il repertorio. Probabilmente, dato il periodo carnevalesco, si tratta di uno “scherzone” messo a punto da qualche buontempone in vena di goliardate, che non ha però fatto i conti con le segnalazioni social dei suscettibili frequentatori della località.

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Reazioni di sdegno 

E così la pagina Facebook dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre in Italia ha subito lanciato l’allarme tuonando: “Se l’apologia di fascismo in questo Paese è un reato – si legge nel post, – come è possibile che un esercizio pubblico quale la pista di pattinaggio su ghiaccio di una rinomata località turistica possa permettersi una rievocazione in pieno giorno? Nessuna autorità ha impedito questa provocazione?”. Centinaia i messaggi di condanna e di sdegno. Alcuni turisti hanno anche contattato pubblicamente le pagine ufficiali del comprensorio sciistico minacciando di “non mettere più piede a Limone” se non saranno presi provvedimenti. Insomma, tutti chiedono la testa dell’autore del gesto, manco si fosse inscenato il celebre sketch Hitler on ice del film La Pazza storia del mondo di Mel Brooks, in cui un pattinatore, vestito di tutto punto come il dittatore tedesco, si esibiva in salti, avvitamenti e axel.

Black Brain

Il gestore, Gianluca Di Gifico, intervistato da Tgcom24, cade dalle nuvole: “La musica che mandiamo proviene dalla radio o da Youtube – spiega. – Quanto mi state riferendo mi arriva come nuovo. Sono sorpreso e non so che dire perché il 22 febbraio non ero sul posto. Devo chiedere al mio dipendente”.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Dopo settant’anni e passa, ancora con queste fobie!?
    Mah! Decisamente alcuni italiani – per fortuna non tutti – hanno perduto il senso dell’umorismo.
    In relazione all’episodio incriminato, non dico che sia elegante, ma da qui a farne una questione di sicurezza nazionale ce ne corre…
    Riprendendo l’immagine citata nell’articolo di Gauri, faccio notare che Mel Brooks (ebreo!) non teme di scherzare su Hitler, sui rabbini e sulle sacre scritture giudaiche, come del resto Woody Allen o altri grandissimi protagonisti della cultura moderna (Philip Roth o l’immenso Isaac B. Singer).
    Tanto zelo nella difesa del “politically correct” rende bene la dimensione paranoica e manicale entro la quale si muove oggi la totalità della galassia “antifascista” italiana.

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