Roma, 15 giu – Sei un utente Facebook ma non sei connesso? Puoi comunque incorrere nelle sanzioni del social, che ti vede e provvede a bannarti se identificato come un “propagatore d’odio”. E’ quanto sostiene Breitbart, o meglio quanto avrebbe rivelato al sito americano una fonte interna a Facebook. Un documento intitolato “Hate Agent Policy Review” e che Breitbart sostiene di aver ricevuto, delinea una serie di “segnali” che Facebook utilizzerebbe per determinare se qualcuno debba essere classificato come un “propagatore d’odio” e dunque bandito dal social.



Non solo, puoi pure non essere uno di questi maledetti “hate agent”, ma se compari in una foto con loro oppure ne tessi le lodi, puoi fare comunque la loro stessa fine. I controllori possono identificarti come un pericoloso soggetto che sponsorizza un’ideologia che diffonde odio, oppure che ne prende le difese. Stessa cosa se hai tatuaggi con simboli o slogan classificabili come simboli di odio. Il documento, sempre secondo quanto riportato da Breitbart, mostra pure come Facebook possa identificarti come un propagatore d’odio anche per “affermazioni fatte in privato e successivamente rese pubbliche”. In sostanza, l’accusa del sito americano è questa: il gigante social ti spia anche quando sei offline oppure chatti con altri utenti.

Spiati e bannati

La censura non risparmia nessuno, soprattutto politici e personaggi in vista sono particolarmente “attenzionati”. Breitbart ad esempio cita una serie di utenti “famosi” bannati dal social, tra questi anche i politici britannici Carl Benjamin e Anne Marie Waters. Facebook inoltre divide l’incitamento all’odio in tre livelli a seconda della gravità e del numero di affermazioni etichettate come discriminatorie oppure fortemente offensive. I controllori ti osservano e ti classificano. Dal semplice monitoraggio possono arrivare a sospenderti per un breve o lungo periodo. Fino a rimuovere definitivamente il tuo account.

Alessandro Della Guglia

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