Roma, 22 dic – Nelle more della fusione con Peugeot, che prenderà corpo nei prossimi mesi, la (fu) Fiat perde un altro pezzo. Parliamo del gruppo siderurgico Teksid, di cui Fca ha deciso di fare spezzatino.



Addio Teksid

Fondato nel 1978 raggruppando le attività dell’allora Fiat Ferriere, Teksid conta ad oggi 7 stabilimenti: 4 in Europa, due in America e uno in Cina, per un totale di oltre 6mila addetti. Due le sue linee prodotto: ghisa e alluminio, da cui escono componenti per motori, cambi e sospensioni.

Oggetto della vendita sarà la prima di esse. L’acquirente, che sborserà 210 milioni, è la società brasiliana Tupy. Anche se l’operazione non toccherà siti italiani – i due stabilimenti di Carmagnola (To) sono nel ramo alluminio – rappresenta comunque l’ennesimo colpo all’industria italiana.

Fusione Fca Peugeot: Fiat macellata

Il problema riguarda specialmente la componentistica, ma non solo. E’ di poco più di un anno fa, a pochi mesi dalla morte di Sergio Marchionne, la cessione di Magneti Marelli, scelta i cui effetti non hanno peraltro tardato troppo a farsi sentire. Sul tavolo c’è anche la sorte di Comau, gioiello della meccatronica che, al pari di Teksid, è finito nel calderone delle trattative in vista della fusione con cui la Francia metterà le mani sulla nostra industria dell’auto. Senza dimenticare, nel mezzo, l’annunciato scorporo di Iveco che ha seguito quello di Ferrari mentre, qualche anno prima, con il nuovo assetto societario la sede legale è stata trasferita in Olanda e quella fiscale a Londra.

Una serie di decisioni che hanno messo in chiaro un punto: Fiat non esisteva già più. E con essa quel che rimane(va) dell’industria italiana. Il passaggio armi a bagagli ai francesi è solo logica conseguenza.

Filippo Burla

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6 Commenti

  1. Avrei voluto trovare mille difetti a questo articolo………. Purtroppo è tutto vero………dove non arrivano politica e magistratura sinistre con decisioni scellerate , riescono gli eredi di una dinasty nostrana fatta con azioni suicide e degne di una sicura fine………non che Marchionne fosse tutto rose e fiori, fece le furtune FI Petronas, ma doveva salvare una Fiat morta,questi geni so stanno vendendo asset tecnologici vitali per una nazione……..che penoso schifo.

  2. La Fiat già non esiste più da tempo nel cuore e nei desideri degli italiani e quindi una logica conseguenza il non esistere più…

  3. Purtroppo gli Agnelli avevano già deciso di disfarsi del comparto auto dai tempi dell avvocato, sapendo che ormai per effetto Europa contiamo come il 2 di picche a briscola, avere presente la nave che abbonda ?e i topi chela abbandonano , succede la stessa cosa

  4. Purtroppo il Sign. Marchionne il suo grande merito e stato riempire le tasche alla famiglia Agnelli e i suoi azionisti, sono anni che non vengono fatti modelli nuovi, abbiamo vetture vecchie e obsolete, il fenomenoi Marchionne ha soltanto rimandato la vendita di Fiat con le sue strategie, cambiando i loghi dei marchi da un madello all’altro e credendo di attaccare i marchi Tedeschi con 2 Maserati e 2Alfa Romeo
    e rendendo gli stabilimenti italiani inproduttivi e usando metodi poco seri. Vedi corruzione Sindacati negli Stati Uniti, vendita drogate con intestazione dei km 0 ai concessionari. E riducendo la classe operaia alla fame, Ultima cosa al Signor John Elkann dell’auto non gli e né mai fregato niente, e fra 2anni Italia pagherà un prezzo salatissimo senza l’industria dell’auto,che da decenni usufruiscono degli ammortizzatori sociali. Purtroppo paghiamo una classe politica di incapaci e disonesti. Voglio vedere quando nel nostro Paese non ci sarà più occupazione chi pagherà le pensioni. Tornando al Fenomeno Marchionne per noi dipendenti e stato solo un grande bluff.

  5. Grazie Piero per la testimonianza. Non è certo consolatorio, anzi assai triste, ma ritengo dalla mia piccola esperienza che la famiglia, ieri dominante, ne pagherà le conseguenze in modo terribile (suicidi, crac vari e vergognose divisioni familiari sono già fatti risaputi). Voi, noi, siamo invece ancora capaci di soffrire e volare basso. Non lo dimentichi. Un abbraccio.
    P.S. Marchionne, grande indiscutibile simpaticone, aveva la villa in Svizzera che raggiungeva con la Ferrari (beccandosi le multe in territorio elvetico per eccesso di velocità), ma soprattutto utilizzava lì i giardinieri italiani facendo incazzare il fisco locale -certo sapeva far di conto!).

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