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Corinaldo, 10 dic – È stato identificato il giovane che avrebbe spruzzato lo spray al peperoncino alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, che ha scatenato il panico e causato la tragedia della discoteca dove sono morti cinque adolescenti e una mamma di 39 anni, schiacciati dalla folla in fuga dal locale. Si tratta di un sedicenne molto conosciuto tra i frequentatori della discoteca, ed è stato possibile risalire a lui mediante il suo soprannome, che lo aveva reso famoso. Le testimonianze degli altri ragazzi che erano nel locale hanno permesso la sua identificazione, ma non ci sono né video nè immagini che documentino la sua presenza in discoteca né il momento in cui sarebbe stata utilizzata la bomboletta. Per questo gli investigatori procedono con la massima cautela.
Nel corso della perquisizione nel residence non lontano da Senigallia, dove era alloggiato il minorenne, sono state rinvenute dosi di eroina, cocaina e alcuni contanti, troppi per un ragazzo di 16 anni. Non essendoci immagini o video che lo incastrino, ma solo testimonianze di altri ragazzi, il sedicenne non è stato ancora iscritto nel registro degli indagati e non è ancora stato sentito dai pm. Il suo nome rimane coperto dal segreto istruttorio. Per lui il fermo è stato legato alla detenzione di sostanze stupefacenti. Gli investigatori procedono per l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, ma al momento contro ignoti.
I testimoni hanno riferito di una persona incappucciata che avrebbe spruzzato una sostanza che aveva reso l’aria irrespirabile, ma non si sa se si tratti realmente del sedicenne. E non si sa nemmeno se la tragedia sia stata provocata dallo spray al peperoncino. Alcuni testimoni, infatti, hanno parlato di “un fumogeno” e non è ancora stata scartata la possibilità che “l’odore acre” sentito da tanti ragazzi sia stato provocato da una rottura dell’impianto che diffonde il ‘fumo bianco’, quello che viene utilizzato nelle discoteche per creare l’effetto nebbia. Secondo il figlio del gestore della discoteca lo spary urticante sarebbe stato spruzzato per rubare una catenina.
Anna Pedri
 
 





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