Roma, 11 mar — Cinque mesi di reclusione per avere simulato un’aggressione omofoba e razzista che all’epoca aveva suscitato una fortissima ondata di indignazione negli Stati Uniti: è la pena che dovrà scontare l’attore afroamericano Jussie Smollet, 39 anni ed ex-star della serie televisiva Empire. Il tribunale di Chicago lo ha condannato per aver organizzato un attacco di stampo «razzista e omofobo» nel gennaio 2019, arrivando a mentire più volte alla polizia nel corso delle sue deposizioni.

Jussie Smollet condannato: ha finto un’aggressione omofoba

Smollet aveva architettato tutta la messinscena pagando 3.500 dollari due fratelli nigeriani perché lo picchiassero. Obiettivo dell’attore era far parlare di sé, ottenere visibilità e supporto da parte dell’establishment recitando il ruolo della minoranza vittima di doppia discriminazione, approfittando, nel contempo, del clamore mediatico per puntare il dito contro il presunto clima di «razzismo» che a detta della sinistra liberal caratterizzava gli anni dell’amministrazione Trump.

Voleva attenzione mediatica

«Voleva attenzione, voleva essere più famoso», ha spiegato il giudice James Linn nel pronunciare la sentenza, definendio Jussie Smollet un «arrogante, egoista e narcisista» che «ha premeditato fino all’estremo» una messinscena che ha retto il tempo di un battito di palpebre. «Ha rovinato la sua vita» e quel che è peggio «ha danneggiato le vere vittime di crimini razzisti», che per colpa dell’attore ora potrebbero trovarsi in difficoltà nel dimostrare la veridicità degli attacchi subiti. Smollett dovrà quindi scontare i primi 150 giorni di prigione e trascorrerà un totale di 30 mesi in libertà vigilata. Dovrà inoltre sborsare 120.106 dollari di rimborso per parte delle spese relative all’indagine della polizia di Chicago. «Sono innocente. Avrei potuto dire che sono colpevole molto tempo fa», è stata la reazione di Jussie Smollett dopo aver ascoltato la sentenza. L’attore ha alzato il pugno mentre gli agenti dello sceriffo lo conducevano in carcare.

Pagò due fratelli nigeriani

Jussie Smollett si è sempre proclamato innocente, raccontando alla polizia di essere stato vittima di un pestaggio avvenuto la notte del 29 gennaio 2019, a Chicago. In tutte le deposizioni e gli interrogatori l’attore aveva sostenuto che due uomini mascherati, che si erano presentati come «fan del presidente Trump» lo avevano picchiato, ricoperto di insulti razzisti e omofobi e gli avevano messo un cappio intorno al collo. Gli aggressori sono poi risultati essere i fratelli nigeriani Abimbola e Olabinjo Osundairo, conosciuti sul set di «Empire». Il giudice ha stabilito che Jussie Smollet li aveva pagati per farsi pestare e far progredire la sua carriera, sfruttando il suo status di vittima. 

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. altro che cinque mesi…
    cinque anni gli avrei dato io.

    anzi:avrei equiparato la pena della simulazione di reato o false accuse a quella per il reato effettivo.

    nel senso:
    per aggressione razzista o omofoba,per aggressione,per violenze carnali,per molestie,
    per stalking,per pedofilia e simili vi sono 2,5,7,10 ecc anni?

    se c’è una falsa accusa o una simulazione di reato tesa a mettere nei guai un innocente o come in questo caso,ad acquisire notorietà o fama,o estorcere soldi A CHIUNQUE,
    o danneggiare qualcuno (tipo Dominique Strauss-Kahn)
    e non hai prove per sostenere le tue accuse,
    IN GALERA ci finisci tu,e per lo stesso tempo che volevi far condannare il tuo bersaglio:
    oltre a risarcirlo,ad assumerti le spese processuali e di indagine,
    e fatte salve altre richieste di risarcimento in sede civile.

    questa è una vera giustizia:
    non questa schifosa pagliacciata di parte.

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