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Roma, 24 lug – E’ stato firmato nella notte il rinnovo del contratto dei medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Secondo quanto comunica una nota diffusa dalla Fp Cgil, è “finita un’attesa lunga oltre 10 anni con un risultato importante per i circa 130 mila professionisti della sanità interessati”. Un’ipotesi di rinnovo, quella siglata nella notte all’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) da tutti i sindacati medici (78 per cento), tranne la federazione Cimo-Anpo-Fesmed (22 per cento), relativa al triennio 2016-2018 e che prevede un aumento medio procapite di 200 euro al mese. Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, commenta positivamente: “Premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato finalmente il lavoro dei giovani neo-assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima. Così come lo è l’aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all’anno”.

“Chi ha più di 62 anni può essere esonerato dalle guardie”

Inoltre, aggiunge il dirigente sindacale, “fondamentali anche i risultati ottenuti per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico: aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie. Risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale. Con l’istituzione di un organismo paritetico, infine, nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall’affrontare il tema dell’emergenza aggressioni al personale sanitario”, conclude Filippi.

Ludovica Colli

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