Parigi, 15 nov – Dopo una latitanza che durava dal 2012 e la cattura, lo scorso 8 agosto, in Bretagna, il governo francese ha deciso di scarcerare Vincenzo Vecchi, il no global condannato ad 11 anni e mezzo di reclusione per i fatti occorsi durante il G8 di Genova nel luglio 2001. Altro che estradizione, quindi. Già subito dopo l’arresto, i giudici francesi si erano detti poco convinti sulla regolarità della richiesta di estradizione arrivata dall’Italia. Questo perché Vecchi non era noto agli inquirenti solo per i fatti di Genova, ma anche per le devastazioni in corso Buenos Aires a Milano durante una manifestazione del 2006. Ebbene, la difesa di Vecchi ha sottolineato come nella richiesta di estradizione fosse inserito anche il riferimento alla pena per i fatti di Milano, che invece era già stata scontata dal no global. Ecco perché i giudici transalpini avevano chiesto un supplemento di documentazione.

“Irregolare il mandato europeo”

Adesso, con la scarcerazione cambia tutto. Così come riportato dall’AdnKronos, i giudici francesi hanno ritenuto irregolare il mandato europeo relativo ai fatti di Genova del 2001. Al tempo stesso hanno accolto la tesi difensiva relativa ai fatti di Milano, per i quali come abbiamo detto Vecchi ha già scontato la pena. Ora quindi la difesa del no global canta vittoria: “E’ un momento importante per la giustizia francese – dice l’avvocato difensore Maxime Tessier – Dimostra l’importanza del diritto. E’ una vittoria giusta, il mandato europeo per i fatto di Genova era irregolare. E’ una vittoria per la giustizia e il diritto”.

Vecchi, 46 anni, era stato arrestato in una località della Bretagna, dove lavorava come imbianchino e si faceva chiamare Vincent. La decisione della Corte d’Appello di scarcerare l’ultimo black bloc del G8 ancora scampato alla giustizia potrebbe creare tensioni tra Italia e Francia.

Ludovica Colli

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