Taranto, 15 nov – Il governo giallofucsia sembra incapace di impedire che ArcelorMittal lasci l’ex Ilva mandando sul lastrico migliaia di lavoratori e famiglie italiani. Proprio oggi, che ci sarà l’incontro al Mise tra la multinazionale franco-indiana e i sindacati, ArcelorMittal Italia e ArcelorMittal Energy hanno comunicato a governo e prefettura di Taranto il piano di “sospensione” dell’attività dell’ex Ilva e delle centrali elettriche. La sospensione avverrà “con le modalità atte a preservare l’integrità degli impianti”. La comunicazione, inviata anche agli enti locali, è firmata dal gestore dello stabilimento, Stefan Michel R. Van Campe.

Patuanelli: “L’azienda ha vietato le ispezioni ai commissari”

Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, il 5 Stelle Stefano Patuanelli, denuncia che “oggi l’azienda ha vietato le ispezioni ai commissari. Credo sia un fatto gravissimo, che dovrà avere una risposta adeguata“, ha detto. Intanto, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato. La Procura spiega che la decisione arriva ravvisando “in preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessita economico-produttive del Paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale”. Le armi spuntate del governo Conte bis sembrano non fermare il colosso dell’acciaio. I giallofucsia intanto hanno depositato al Tribunale di Milano il ricorso cautelare urgente per cercare di bloccare la multinazionale, visto che l’Ilva in amministrazione straordinaria giudica infondato il recesso e che non ci siano in alcun caso i presupposti.

Sindacati in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi

Le organizzazioni sindacali di Fim Cisl e Fiom Cgil, le rappresentanze sindacali unitarie e tutti i lavoratori della ditta Pietro Lacaita, impegnati nei cantieri di Arcelor Mittal, Arsenale e Torricella di Taranto, hanno proclamato uno sciopero dalle 7 di venerdì fino a fine turno dopo che l’azienda ha comunicato ufficialmente che le retribuzioni del mese di ottobre 2019 “saranno riconosciute a data da destinarsi”, a causa “dei mancati pagamenti delle fatture scadute da parte della committente Arcelor Mittal“. Si tratta di una condizione, spiegano i sindacati, “che non è più sopportabile dai lavoratori e dalle rispettive famiglie”.

Oggi l’incontro azienda-sindacati al Mise

E’ questo il quadro in cui alle 15.30 è in programma al ministero per lo Sviluppo economico l’incontro tra ArcelorMittal, i sindacati dei metalmeccanici e i leader di Cgil, Cisl e Uil. A presiedere il meeting, a cui parteciperanno i dirigenti della multinazionale, sarà il titolare del dicastero Patuanelli. I margini di trattativa sono assai limitati, anche in ragione della comunicazione delle ultime ore da parte dei vertici aziendali riguardo alla volontà di arrivare allo stop dell’impianto entro il 15 gennaio. Lo aveva annunciato il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, che in una nota aveva scritto che l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha comunicato il piano di fermate degli altoforni: Afo2 il 12 dicembre, Afo4 il 30 dicembre e Afo1 il 15 gennaio, mentre verrà chiuso il treno a caldo tra il 26 e il 28 novembre per mancanza di ordini. “Se ancora non fosse chiaro, la situazione sta precipitando in un quadro sempre più drammatico che non consente ulteriori tatticismi della politica”, aveva commentato il sindacalista.

Orlando (Pd): “Attacco al Paese”

Ieri, dal canto suo, il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, su Twitter ha condannato i vertici dell’azienda franco-indiana parlando di “attacco al Paese”: “Il governo deve impedire lo spegnimento degli impianti di Ilva – si legge – Si tratta di un tentativo di ArcelorMittal di distruggere la capacità produttiva dello stabilimento per rafforzare la propria posizione di mercato eliminando quote di produzione. E’ un attacco al Paese”.

Salvini: “Si dimettano tutti e si vada a nuove elezioni”

L’impasse della maggioranza giallofucsia, che si fa mettere i piedi in testa dalla multinazionale straniera, è occasione ghiotta per il leader della Lega, Matteo Salvini: “Ilva, se il governo va avanti così e fallisce, provocando licenziamenti e fame, si dimettano tutti e si vada a nuove elezioni”.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Scioperare contro un’azienda che vuole chiudere non ha senso. Si fá il suo gioco.
    La soluzione è la nazionalizzazione.

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