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Roma, 20 dic – Ancora un fondamentalista islamico scovato in Italia. Stavolta si tratta del 39enne marocchino Nabil Benamir, individuato e neutralizzato a Genova, nell’ambito dell’operazione “Over the Web”. Non c’è però stato bisogno di arrestarlo: l’immigrato, infatti, è “da alcuni mesi detenuto nel carcere di Genova per i reati di lesioni dolose e maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna”, hanno spiegato dalla Polizia. Le indagini sono partite lo scorso giugno, quando l’intelligence italiana aveva acquisito informazioni sul marocchino.

Il 39enne era stato inserito nel database Sis (Shengen Information System) quale “esponente di rilevo dello Stato islamico, già presente in Iraq e in Siria, tornato per addestrare altri membri alla fabbricazione e all’utilizzo di esplosivi”. Era probabilmente lui, o qualcuno a lui collegato, il misterioso filojihadista deciso a colpire che l’intelligence segnalava in Liguria e specificamente nel Genovese a metà estate. Tre, in particolare, gli elementi che hanno allarmato le forze di polizia: il contenuto delle chat recuperate dalla Digos nelle quali ribadisce a una certa “sorella Farah” d’aver ricevuto la convocazione del “Chiamante” per completare “un lavoro”; l’archiviazione criptata di vari tutorial sulla fabbricazione di bombe da innescare con cellulari di vecchia generazione (ne custodiva due in un cassetto, sebbene per comunicare usasse solo smartphone) abbinata a quelli sugli attacchi con camion; l’ossessiva condivisione di materiale propagandistico dell’Isis unita al frequente consumo di droga e alcol, esattamente sul modello dei tanti estremisti racimolati dallo Stato islamico nelle marginalità sociali metropolitane. L’uomo era anche inserito in una chat chiamata, in modo inquietante, “Lupi solitari”.

Dalla Questura hanno fatto sapere che l’individuazione dell’estremista è giunta all’inizio del mese di agosto: una Volante aveva soccorso a Genova una ragazza incinta, poi rivelatasi la compagna del Benamir, vittima delle violenze dell’uomo. Il 39enne era stato arrestato dopo poco dalla Polizia. Ora un giudice ne ha decreta l’arresto per associazione terroristica mentre già si trovava in cella.

Roberto Derta

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