Roma, 21 giu — Per una sorta di nemesi personale e familiare, il funambolico patron di Tesla, Elon Musk, da sempre contrario alla deriva politicamente corretta di suffissi e pronomi importati dalle istanze Lgbt, si trova ora a dover fare i conti con la decisione del figlio, Xavier, di cambiare genere e nome.

Il figlio di Musk cambia genere e nome

Il ragazzo diciottenne, avuto da Musk con l’ex consorte Justine Wilson — autrice canadese da cui il miliardario ha divorziato nel 2008 — ha già ampiamente istruito la pratica presso le competenti autorità della Contea di Los Angeles. Il suo prossimo nome sarà Vivian Jenna Wilson, prendendo il cognome della madre, a significare i rapporti assolutamente non pacifici con il padre. Infatti, come riporta il sito internet di gossip TMZ, il ragazzo non ha mai avuto un buon rapporto con Musk senior e la decisione di cambiare anche il cognome sembra testimoniarlo ampiamente.

E che i rapporti tra i due siano pessimi lo rivela la stessa freddezza delle carte presentate per il cambio di identità, oltre che di sesso. «Il nuovo nome significherà per me non solo il riconoscimento della mia vera identità di genere, ma anche l’evidenza che non voglia più essere associata al mio padre biologico, in qualsiasi modo e maniera» è quanto si legge nel testo che accompagna l’istanza. Per la legge californiana, avendo raggiunto i diciotto anni, Xavier non deve ricevere il permesso di alcuno per poter procedere oltre.

Tutti i pargoli del Ceo di Tesla

Xavier ha un fratello gemello, Griffin, mentre un altro figlio di Musk è morto nel lontano 2002 a causa della Sids, la sindrome di morte in culla. Successivamente Musk ha avuto altri tre figli, Damian, Kai e Saxon, per poi legarsi sentimentalmente alla cantante Grimes e avere da questa due figli dai nomi assai peculiari, X AE A-XI ed Exa Dark Sidereel, i quali in futuro potrebbero magari imitare, ma per fini di maggiore vivibilità quotidiana, il fratellastro Xavier.

Al momento, non si hanno notizie di reazioni o repliche da parte di Elon Musk. Anche se c’è da giurarci che la scelta del figlio non trovi, alla luce delle passate posizioni assunte e sposate da Musk, particolare simpatia. Al di là della autodeterminazione individuale e Musk ha sempre sostenuto il riconoscimento dei diritti della comunità omosessuale e transgender, la sua posizione su certe derive politicamente corrette del linguaggio è sempre stata nettamente contraria. «Io sostengo assolutamente i transgender e la loro comunità, anche se tutti questi pronomi sono un incubo estetico» aveva twittato Musk.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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