Roma 21 giu – Giornata nera per gli incidenti sul lavoro, in solo ventiquattro ore sono state quattro le vittime in Italia. La prima, un operaio di settantadue anni, era impegnato questa mattina a Lecce in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile quando è caduto da un’impalcatura. L’altro lavoratore, cinquantaduenne, è stato colpito da una matassa di ferro caduta dall’alto mentre lavorava in un cantiere edile a Legnago. La terza vittima è un operaio cinquantottenne che stava lavorando sulle canaline a lato dei binari – lungo la tratta Roma-Firenze – ed è stato travolto da un treno in transito. Ancora nel veronese la quarta vittima, un giovane agricoltore di ventisei anni è rimasto schiacciato dal trattore che stava guidando.

Quattro morti sul lavoro in una giornata

Donato Marti, l’operaio morto a Lecce, sembrerebbe essere caduto da un’impalcatura ad un’altezza di cinque metri e in seguito al suo decesso avvenuto in ospedale, la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta. La seconda vittima ha perso la vita mentre lavorava in un cantiere edile nel paese della provincia di Verona, secondo quanto emerge per schiacciamento dovuto al peso dell’oggetto caduto. Il terzo incidente mortale si è verificato a Ponticelli, frazione di Città della Pieve in provincia di Perugia, dove un operaio è stato travolto da un treno lungo la linea ferroviaria “lenta”. L’ultimo decesso, in un’azienda agricola a Mazzurega, frazione di Fumane, dove il figlio del direttore della Cantina Valpolicella è rimasto schiacciato dal mezzo che stava guidando all’interno dell’azienda in una dinamica ancora da chiarire. 

Disintegrazione dello stato sociale e dignità del lavoro

Solo nel 2021 sono stati più di 1200 i morti sul lavoro, cifre inaccettabili per un paese considerato civile. La politica sta continuando da decenni una programmata disintegrazione dello stato sociale e della dignità del lavoro, dove l’uomo viene considerato solamente un ingranaggio, un numero da poter sacrificare in nome del calcolo e del profitto.

Andrea Grieco

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