Latina, 17 lug – Il nientologo Roberto Saviano è riuscito a specializzarsi in qualcosa: le reazioni stizzite e fuori luogo. Per evitare poi di indugiare troppo, correndo il rischio di scrivere qualcosa di sensato, l’esterofilo più chic d’Italia le condisce con insulti alternati da riflessioni agrodolci. Il nostro master chef è ormai un’icona della gendarmeria del pensiero unico e pure a Latina ha voluto ribadirlo.
Omaggiato all’arrivo nella città di fondazione fascista con uno striscione ironico (“Saviano cantastorie”) di CasaPound, il bardo del nulla ha pensato bene di adirarsi come un Brontolo qualunque: “Aspiranti fascistelli, pensate di insultarmi? Io sono fieramente cantastorie, mi sono sempre riconosciuto nei bardi e nei menestrelli, nei cantori nomadi e di piazza. Rivendico di essere cantastorie”. L’aspirante antifascistello in visita nella città fascistissima al sindacalista ivoriano Aboubakar Soumahoro, nuovo idolo delle magliette scarlatte in quanto immigrato, nero e battagliero, ha così ammesso di raccontarci storie. Saviano ha quindi trovato una definizione, o meglio l’ha gentilmente presa in prestito da CasaPound, per autodefinirsi. Un passo avanti, non fosse che, bramoso di partorire fiabe, ha voluto segnalarci che lui perdinci Pound e Junger li ha letti, mica come i fascisti che dicono di aver letto un autore fascista, gli stessi incolti per antonomasia che ci hanno scritto libri e fondato un movimento basato sulle sue idee.
L’unico che sa di sapere e quindi parla, giusto per parafrasare il Tao te Ching curato da quell’aspirante fascistello di Evola che ovviamente hanno letto soltanto i cantori nomadi, finisce la sua profonda disamina del nulla con accuse basate sul nulla: “Siete solo una ridicola organizzazione promiscua con la criminalità organizzata nella peggiore tradizione fasciocriminale”. Posto che chiedere a Saviano prove delle fesserie sparate sarebbe come chiedere alla volpe di Esopo di arrivare all’uva, non si capisce come mai, dopo aver rivendicato fieramente il ruolo di cantastorie attribuitogli da CasaPound, se la prenda con i soli capaci di avergli trovato finalmente un ruolo nella società. Il nuovo bardo della sinistra perduta continui piuttosto a raccontarci novelle senza risentirsi. Continui a raccontarci delle fantomatiche armi chimiche di Assad, continui a sparare numeri a casaccio sostenendo che l’accoglienza “ce la paga l’Europa”, continui a sognare “sindaci di colore” per il Meridione italiano. Continui a cantar storie insomma, possibilmente senza insultare gratuitamente chi le valuta come tali.
Eugenio Palazzini

9 Commenti

  1. Io non sono un criminale, pago le tasse (tante) ho un lavoro e mi spacco la schiena tutti i santi giorni…

  2. Aspiranti fascistelli????? Caro sarviano …….qui di aspiranti non ce ne sono,ci sono solo fascisti e patrioti e anche se spesso tu e tuoi amici nullafacenti ci ricordate che qualcuno è finito a testa in giù io ti ricordo che c’è più dignità in un fascista ucciso vigliaccamente che in migliaia di assassini partigiani traditori e indegni ominidi amici di froci e negroidi……. Auguroni.

  3. Cantastorie, Saviano? Contafrottole, casomai! Comunque gli riservate troppa attenzione; per confondere quel mentecatto rubagalline basta chiunque sia in possesso della licenza elementare.

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