Roma, 16 feb — Potrebbe apparire come la fantasiosa sceneggiatura di una serie televisiva o di un film, sul genere dell’italiano Immaturi: un errore di forma, un vizio burocratico, e decine di ignari cittadini sono costretti a ripetere il rito della maturità. Sostituiamo «maturità» con «sacramenti» e avremo quanto accaduto, realmente, negli Stati Uniti, dove si è scoperto che Padre Andres Arango, della Chiesa di San Gregorio, a Phoenix è riuscito nella non semplice impresa di sbagliare, per ben 26 lunghi anni, la formula del battesimo.

Prete sbaglia la formula del battesimo per 26 anni 

Per tutti questi anni, il prete ha ripetuto «ti battezziamo» in luogo del prescritto «io ti battezzo», con la conseguenza, per il diritto canonico, non solo di invalidare il battesimo ma a catena tutti gli altri sacramenti ricevuti dai fedeli nel corso della loro esistenza.
Il prete, dopo essersi profondamente rammaricato ed essersi scusato con i fedeli, si è dimesso dal suo incarico.

Una formula inaccettabile

L’errore, oggettivamente incredibile, è venuto fuori a metà 2021, dopo una istruttoria disposta dal Vescovo della diocesi, Thomas Olmsted. Al termine delle opportune verifiche è arrivata una comunicazione istituzionale sul sito internet della Chiesa. «Dopo un attento studio da parte dei funzionari diocesani e dopo aver consultato la Congregazione per la dottrina della fede a Roma è stato deciso che la formula per il battesimo usata dal parroco “Ti battezziamo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” non può essere ritenuta accettabile perché non è la comunità che battezza una persona ma è Cristo, e Lui solo, che presiede tutti i sacramenti, e dunque è Gesù che battezza».

Arrivano le scuse del dimissionario padre Arango: «Mi rattrista apprendere di aver eseguito battesimi non validi durante il mio ministero sacerdotale usando regolarmente una formula errata. Mi rammarico profondamente del mio errore». Anche il Vescovo Olmsted ha tenuto a rimarcare il suo profondo rincrescimento. «Sono sinceramente dispiaciuto che questo errore abbia provocato un’interruzione della vita sacramentale di un certo numero di fedeli. Questo è il motivo per cui mi impegno a compiere ogni passo necessario per porre rimedio alla situazione per tutti coloro che sono stati colpiti».

Cristina Gauri

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