Genova, 16 feb – E’ ufficiale: l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci e altri 58 imputati per la tragedia del ponte Morandi devono andare a processo. Dopo 11 udienze, i pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ex ad di Aspi-Autostrade per l’Italia e Atlantia (famiglia Benetton), oltre alle due società Aspi e Spea (sempre del gruppo Atlantia), nell’ambito dell’udienza preliminare per il crollo del ponte Morandi a Genova. In cui il 14 agosto 2018 persero la vita 43 persone.

Ponte Morandi, chiesto il processo per l’ex ad di Aspi Castellucci e altri 58 imputati

I pm hanno anche chiesto il dissequestro dei reperti in modo da consentire al Comune di proseguire con i lavori per il Parco della memoria, il luogo progettato dall’architetto Stefano Boeri, per ricordare le vittime. Per gli investigatori il viadotto crollò per le mancate manutenzioni, rinviate nel corso degli anni. Secondo l’accusa (che ha mostrato il video del crollo), tutti sapevano, nelle società della famiglia Benetton coinvolte nella tragedia, che il ponte era “malato”. Ciononostante nessuno fece nulla per la manutenzione, per non spendere soldi e garantire maggiori dividendi ai soci.

Il 14 agosto 2018 a Genova persero la vita 43 persone. Ecco tutte le accuse

Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, rimozione dolosa di dispositivi di sicurezza, falso, omissione d’atti d’ufficio.

Ecco chi sono gli imputati

Gli imputati sono gli ex vertici di Aspi e Spea (la società che si occupava delle manutenzioni), i dirigenti del ministero delle Infrastrutture e del Provveditorato che non controllarono la società e lo stato delle opere. Domani inizieranno a parlare i legali delle parti civili e dei responsabili civili. Se non ci saranno intoppi il gup Paola Faggioni potrebbe decretare il rinvio a giudizio già a fine marzo. E il processo vero e proprio cominciare prima dell’estate.

Adolfo Spezzaferro

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