Roma, 18 nov – Ilaria Cucchi alla fine ha deciso di querelare il leader della Lega Matteo Salvini per le sue dichiarazioni dopo la sentenza di condanna a 12 anni per due carabinieri per omicidio preterintenzionale nel processo sulla morte del fratello Stefano. L’ex ministro dell’Interno aveva detto che il caso testimonia che la droga fa male. “Rispetto la famiglia Cucchi ma il caso dimostra che la droga fa male” aveva commentato il leader del Carroccio subito dopo la sentenza. “Stefano non è morto di droga, cosa c’entra la droga? Salvini perde sempre l’occasione per stare zitto”, aveva ribattuto Ilaria in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital. “Anch’io da madre sono contro la droga, ma Stefano non è morto di droga. Contro questo pregiudizio e contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Tanti di questi personaggi sono stati chiamati a rispondere in un’aula di giustizia, e non escludo che il prossimo possa essere proprio Salvini“.

Detto fatto, se l’intento della Cucchi è quello di tenere alta l’attenzione sul fratello morto dieci anni fa, querelare un big della politica è certamente un espediente efficace.

Ludovica Colli

5 Commenti

  1. Coloro che hanno la “vocazione” a continui tentativi di “cuccaggio”, e fanno, quindi, del “cuccare” , la principale ragione di vita, non te li levi più di torno. Se poi hanno anche il più debole “garbuglio” a cui attaccarsi e, addirittura! una “parte politica” che, per il proprio sconcio interesse, ti fa avere visibilità & vento in poppa… Il quadro è completo!…..

  2. CUCCCHI DA QIELLO CHE HO LETTO ERA UN DROGATO E SPACCIATORE VENE CHE SIA MORTO UNO IN MENO…LA SORELLA SI STA ARRICCHENDO CON LA COMPLICITAVDELLA MAGISTRATURA E COI SOLDI NOSTRI..SOLIDARIETA A SALVINI.
    ONORE A BENITO MUSSSOLINI

  3. Salvini ha perfettamente ragione, la droga fa male e fa male agli altri ,gli altri quelli che aquistavano droga dallo spacciatore cucchi che se non avesse assunto mai droghe adesso sarebbe ancora vivo ,i carabinieri in galera giustamente ma per due calci non muore nessuno se non fortemente debilitato da droghe e litigi e risse antecedenti l’arresto.

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