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Copenaghen, 1 apr – “Inaccettabile la lentezza delle vaccinazioni in Europa“: così l’Oms ci fa pure la predica. L’attuale picco di casi di Covid-19 in Europa è “il più preoccupante da mesi”, afferma l’Organizzazione mondiale della sanità, sezione europea. “Il ritmo lento delle vaccinazioni prolunga la pandemia” sottolinea l’organizzazione in una nota. L’Oms dunque punta il dito contro l’Europa per come sta gestendo la pandemia. Eppure proprio l’organizzazione che fa capo all’Onu ha il primato mondiale di disorganizzazione. Basti pensare all’indagine sull’origine del coronavirus.



Oms: “Picco contagi in Europa il più preoccupante da mesi”

“L’attuale situazione regionale è la più preoccupante che abbiamo visto in diversi mesi“, afferma il direttore regionale dell’Oms per l’Europa Hans Kluge. Nella regione europea dell’Oms, che comprende 53 Paesi, tra cui la Russia e diversi stati dell’Asia centrale, il numero di nuovi decessi ha superato i 24mila la scorsa settimana. Il totale si sta “rapidamente” avvicinando al milione, secondo l’organizzazione. Il numero di nuovi casi a settimana ha raggiunto 1,6 milioni, mentre era sceso sotto il milione solo cinque settimane fa.

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Kluge: “Dobbiamo accelerare vaccinazioni aumentando produzione e riducendo barriere di consegna delle dosi”

A tal proposito, l’Oms critica la lentezza “inaccettabile” del ritmo di vaccinazioni in Europa. “I vaccini sono la nostra migliore via d’uscita dalla pandemia. Non solo funzionano, ma sono anche molto efficaci nel limitare le infezioni. Tuttavia, la diffusione di questi vaccini è inaccettabilmente lenta”, sostiene Kluge. “Lasciatemi essere chiaro: abbiamo bisogno di accelerare il processo aumentando la produzione, riducendo le barriere alla consegna del vaccino, e utilizzando ogni dose che abbiamo in magazzino“.

“Con pochi vaccini campagna in corso fornisce falso senso di sicurezza”

Ad oggi solo il 10% della popolazione totale dell’Europa ha ricevuto una dose di vaccino e il 4% ha completato la vaccinazione. Pertanto il rischio che la campagna in corso “fornisca un falso senso di sicurezza alle autorità e al pubblico è considerevole e questo comporta un pericolo”. E l’Oms mette in guardia dal fine settimana di Pasqua. “Ci sono rischi associati all’aumento della mobilità legati agli incontri delle festività religiose“. Lo sottolinea Dorit Nitzan, direttore delle emergenze.

“Nuovi casi in aumento tranne che negli over 80”

“Sono 50 i Paesi che hanno segnalato la variante inglese che ora è diventata predominante”, prosegue la nota. I nuovi casi sono in aumento “in ogni fascia d’età – evidenzia l’Oms Europa – tranne che in quella sopra gli 80 anni. Una fascia in cui si vede l’impatto delle vaccinazioni con un costante calo dei casi e una percentuale decrescente di morti per Covid-19 dall’inizio del 2021″.

“Fondamentale limitare trasmissione con azioni di controllo: test estesi, isolamento, tracciamento dei contatti”

Infine l’Oms delinea un quadro di allarme generale e permanente. “La probabilità che si verifichino nuove preoccupanti varianti aumenta con la velocità con cui il virus si replica e si diffonde. Quindi è fondamentale limitare la trasmissione attraverso azioni di controllo della malattia. Oggi, rispetto a un anno fa, abbiamo sistemi di test e tracciamento migliori, una condivisione più rapida delle informazioni e sappiamo molto di più su come prendersi cura dei malati gravi”, fa presente la Nitzan. Test estesi, isolamento, tracciamento dei contatti, quarantena e sequenziamento genetico. Sono questi gli strumenti di base per la salute pubblica che devono essere utilizzati e costantemente rafforzati, conclude l’Oms.

Adolfo Spezzaferro

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