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scafistaRoma, 20 apr – Quello ritratto nella foto è il vero volto del Pd. Ma anche di Ncd, dell’Ue, della Caritas, del Vaticano, dei centri sociali, delle associazioni antirazziste, del padronato anti-nazionale.

Si chiama Mered Medhanie, ma si fa chiamare il “generale”. Gli investigatori italiani lo hanno intercettato al telefono nella vana speranza di trovare almeno un responsabile per le immani catastrofi che colorano ogni giorno il Mediterraneo della tonalità della tragedia.

Perché Mered, questo 34enne eritreo che si diverte a Tripoli, è uno scafista. Anzi, qualcosa di più: è il re degli scafisti, l’Al Capone dello schiavismo. È lui che gestisce il business delle carrette del mare.

Lo hanno intercettato mentre se la ride: “Dicono di me che ne faccio salire sempre troppi sui barconi… ma sono loro che vogliono partire subito”.

Questa, signori, è la poesia dell’accoglienza messa in prosa.

Medhanie ha capito al volo qual è la posta in gioco nel grande dramma dell’immigrazione: non la solidarietà ma il vil denaro. Denaro che lui vorrebbe mettere in un conto a Dubai, “ma è meglio investire in America o in Canada lì non ti chiedono la provenienza dei soldi”. Del resto i soldi da piazzare sono tanti: “Quest’anno ho lavorato bene, ho fatto partire 7.000, 8.000 persone”.

Quest’anno ha lavorato bene, Mered. Senza di lui, il “mondo a colori” non esisterebbe. Lui è il vostro miglior alleato. Di più: lui siete voi.

Giorgio Nigra

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