Teheran, 13 giu – Per la prima volta, dalla Rivoluzione Islamica del 1979, un primo ministro giapponese visita ufficialmente l’Iran, e ciò nonostante quest’anno cada l’anniversario di novant’anni di legami diplomatici tra Iran e Giappone.

Missione diplomatica di Abe

Alcuni parlano di visita finalizzata ad alleggerire le tensioni tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti, a seguito dell’aumento della presenza militare statunitense nella regione. Trump è stato in Giappone alla fine di maggio e il ministro degli Esteri iraniano, Zarif, circa un mese fa. A causa delle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti il Giappone ha smesso di importare greggio dall’Iran. Nella conferenza stampa di ieri, il presidente Hassan Rouhani ha ribadito che la violazione degli accordi internazionali non giova nessuno e che l’Iran non auspica alcun tipo di tensione con nessuno Stato, nemmeno con gli Stati Uniti, sottolineando che non vi è l’intenzione di iniziare una guerra, ma in caso di aggressione, la risposta della Repubblica Islamica sarà decisa.

Abe: “Islam è religione di pace”


Rouhani ha inoltre sottolineato che la Repubblica Islamica dell’Iran persegue la ricerca nel campo del nucleare a scopo pacifico e non intende produrre armi nucleari. Egli ha aggiunto che ogni anno l’Iran spende otto miliardi di dollari per gli immigrati stranieri e la lotta allo spaccio delle sostanze stupefacenti, tuttavia è possibile che non possa più sostenere queste spese a causa delle sanzioni e della pressione economica da parte degli Stati Uniti. Abe da parte sua ha affermato: “L’Islam è religione di pace e tolleranza. Io sono sempre stato affascinato dalla spiritualità dell’Islam riassunta nella frase ‘La moderazione è la miglior cosa tra due eccessi’. Rispetto molto la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, che ha emesso più volte una fatwa con la quale sostiene che le armi di uccisione di massa, tra cui quelle nucleari, sono islamicamente proibite”.

L’incontro con l’Ayatollah

Il Primo Ministro giapponese ha incontrato stamattina la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, al quale ha riferito che era portatore di un messaggio da parte del presidente americano Trump, nel quale quest’ultimo afferma che i negoziati con gli Stati Uniti porteranno al progresso dell’Iran, tuttavia l’ayatollah Khamenei ha risposto: “Riguardo alla sua buona intenzione e serietà non nutro alcun dubbio, ma per quanto concerne il messaggio che ha portato da parte del Presidente degli Stati Uniti, non ho nessuna risposta a questo messaggio di Trump, a lei rispondo, ma per lui non ho alcun messaggio perché non ritengo Trump degno di uno scambio di messaggi […] Lui, che parla di armi nucleari possedendo migliaia di testate nucleari, non è il più adatto a decidere chi abbia il diritto di possedere o no armi nucleari, mentre invece noi siamo completamente contrari alle armi nucleari […] Secondo noi i negoziati con gli Stati Uniti non risolveranno nessun problema, gli Stati Uniti hanno mostrato il massimo dell’ostilità verso di noi e continuano a farlo. Nessuna nazione libera accetta di intraprendere dei negoziati sotto pressione”.

Khamenei: “Americani non affidabili”

La Guida Suprema ha ribadito che la Repubblica Islamica dell’Iran non si fida degli Stati Uniti e non ripeterà assolutamente l’amara esperienza dei negoziati che portarono all’accordo sul nucleare nel 2015, accordo che Washington ha poi stracciato, e non c’è nessuna garanzia che ciò non si possa ripetere di nuovo, perché gli americani non sono affidabili. Egli ha inoltre affermato che Trump mente quando dice che non gli interessa un “regime change” in Iran, se potesse, lo farebbe, come hanno tentato anche gli altri presidenti americani prima di lui, ma non potrà mai, come non ci sono riusciti i suoi predecessori in questi quarant’anni.

Due petroliere a fuoco nel Golfo dell’Oman

L’incontro tra il Primo ministro giapponese e la Guida Suprema era in corso proprio mentre nel Golfo dell’Oman due petroliere, dirette a Singapore e Taiwan, ma, secondo alcune fonti, con carichi legati al Giappone, hanno preso fuoco. 44 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo dalla Marina iraniana, il Ministro degli Esteri Zarif ha commentato con un tweet affermando “I riferiti attacchi ai cargo legati al Giappone sono avvenuti mentre il premier Abe Shinzo stava incontrando l’ayatollah Khamenei per colloqui approfonditi e amichevoli. Dire che è sospetto non è abbastanza per descrivere ciò che probabilmente è successo stamattina. Il forum di dialogo regionale proposto dall’Iran è imperativo”. Non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali riguardo alle cause dei due incidenti. È importante ricordare che il 30% delle petroliere passa attraverso lo stretto di Hormuz.

Hanieh Tarkian

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