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Roma, 26 gen – Italia salva al fotofinish: andrà alle Olimpiadi di Tokyo con il Tricolore e con l’inno. E’ stato l’ultimo Consiglio dei ministri del governo Conte bis a salvare il nostro Paese da un’onta imperdonabile. Infatti è stato approvato un decreto legge sull’autonomia del Coni. Conditio sine qua non per far partecipare l’Italia ai prossimi Giochi olimpici con bandiera e inno nazionale.

Italia salvata da un decreto che sancisce l’autonomia del Coni

La notizia arriva dopo le anticipazioni circolate fino a ieri sera sulla possibilità che l’Italia venisse sanzionata, anche con una sospensione dalle Olimpiadi, per aver violato le regole contenute nella Carta olimpica. Il provvedimento del governo giallofucsia arriva alla vigilia della riunione dell’esecutivo del Comitato olimpico internazionale (Cio) che deve affrontare il nostro caso.

Malagò chiama Bach: “La legge è ok, l’autonomia è salva”

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha subito informato al telefono il presidente del Cio Thomas Bach dell’approvazione del decreto. Malagò, che ha interrotto una riunione del consiglio di amministrazione di Milano-Cortina, ha detto al numero uno dello sport mondiale: “La legge è ok, l’autonomia è salva“. “Sono molto felice“, la replica di Bach.

Spadafora: “Decisione di oggi risolve il problema dell’indipendenza del Coni”

Esprime soddisfazione il ministro dello Sport, il grillino Vincenzo Spadafora. “Ora l’ultima parola spetta al Parlamento per la legge di conversione. Per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del nostro Paese era improbabile che l’Italia venisse così duramente sanzionata già domani. Ma la decisione di oggi fuga ogni dubbio e risolve il problema dell’indipendenza del Coni lasciato aperto dalla riforma del 2019“.

Il pasticcio con la riforma del primo governo Conte

Si tratta della riforma del primo governo Conte, a seguito della quale il Coni ha perso la propria autonomia a causa dell’ingresso nell’organo governativo Sport e Salute. La successiva riforma, pensata ad hoc per cancellare la precedente non è bastata a metterci al riparo dalle sanzioni del Cio. Infatti il Comitato esige che a partecipare ai Giochi olimpici siano soltanto le nazioni che godono di autonomia sportiva. Nello specifico, saremmo incappati nella violazione dell’articolo 27 della Carta Olimpica, secondo cui “i Comitati olimpici nazionali devono preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche”.

Ludovica Colli

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