Roma, 10 lug – I nostri studenti sono sempre più ignoranti, soprattutto in Italiano. Ma vanno male anche in Inglese e Matematica. E’ l’impietoso quadro che emerge dal Rapporto nazionale prove Invalsi 2019, presentato oggi alla Camera dei deputati. I dati mostrano – secondo un ottimista ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – “oltre ad alcuni innegabili segnali di preoccupazione”, “anche tendenze incoraggianti e spunti di immediato intervento migliorativo”. Dal Rapporto emerge un quadro differenziato sul livello di apprendimento degli studenti della terza media: grave, soprattutto, la situazione al Sud in Matematica ed Inglese.

L’Italiano questo sconosciuto

Il report illustra come la percentuale di alunni che in Italiano non raggiunge il livello minimo di adeguatezza indicato dalle linee guida nazionali è del 30% al Nord Ovest, del 28% al Nord Est, al 32% al Centro, del 40% al Sud e del 46% nel Sud e Isole. La comprensione di un testo di Italiano è un problema per il 35% degli studenti italiani di terza media. I risultati peggiorano se si scende nel Sud Italia, l’Italiano è un problema per il 50% degli alunni calabresi e per oltre il 40% di quelli campani, siciliani e sardi. In Matematica il quadro peggiora e appare ulteriormente differenziato fra le diverse aree del Paese: la percentuale di alunni che non arriva al livello minimo è del 32% nel Nord Ovest, del 28% nel Nord Est, del 35% nel Centro, del 48% nel Sud e del 56% nel Sud e Isole. In Inglese – secondo una triste tradizione di ignoranza in materia – la quota di studenti al terzo anno delle scuole medie che non arriva al livello prescritto (A2) è del 30% nel Nord Ovest, del 25% nel Nord Est, del 35% nel Centro, del 54% nel Sud e del 61% nel Sud e Isole.

Il sistema scolastico funziona di meno al Sud

Il sistema scolastico nell’Italia meridionale e insulare – dati alla mano – continua pertanto ad essere meno efficace in termini di risultati conseguiti rispetto all’Italia centrale e soprattutto settentrionale. Le differenze sono state riscontrate anche in termini di equità del sistema: la variabilità dei risultati tra scuole e tra classi nel primo ciclo d’istruzione è “consistente e in ogni caso più alta che al Nord e al Centro, così come sono più alte le percentuali di alunni con status socio-economico basso che non raggiungono livelli adeguati nelle prove. In particolare, destano forti preoccupazioni gli esiti di alcune regioni: Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna“, si legge nel Rapporto. “Tuttavia, rispetto al 2018, alcune variazioni in positivo si osservano nelle quote di alunni che raggiungono i traguardi previsti al termine del primo ciclo d’istruzione e del biennio del secondo ciclo, in particolare nella macro-area Sud”.

Presenza e rendimento degli studenti stranieri

La distribuzione degli studenti immigrati fra le varie zone dell’Italia è tutt’altro chhe uniforme. Il report illustra come nelle due macro-aree del Nord la percentuale di alunni stranieri registra valori a due cifre, mentre nelle due macro-aree del Sud e delle Isole è intorno al 3% (ad ulteriore conferma che ad andare male sono proprio gli studenti italiani). La presenza degli alunni stranieri è quasi ovunque maggiore nella scuola primaria rispetto alla secondaria di primo e secondo grado. “In tutti i gradi scolari – si legge nel rapporto – gli alunni stranieri ottengono in Italiano e in Matematica punteggi nettamente più bassi di quelli degli alunni italiani. Le distanze tra gli uni e gli altri tendono però a diminuire nel passaggio tra la prima e la seconda generazione d’immigrati e nel corso dell’itinerario scolastico, in particolare in Matematica, materia dove ovviamente pesa di meno la padronanza della lingua del Paese ospitante: in terza secondaria di primo grado, classe terminale del primo ciclo d’istruzione, la differenza tra italiani e stranieri di seconda generazione è, a livello nazionale, di 18 punti circa in Italiano e di 9 punti in Matematica”.

In Inglese gli immigrati vanno meglio degli italiani

La sola materia dove gli alunni stranieri conseguono risultati simili a quelli dei loro compagni italiani è l’Inglese. “Anzi, in varie regioni, gli stranieri, in particolare di seconda generazione e nella prova di ascolto, fanno meglio degli italiani. È probabile che molti di essi abbiano occasioni di apprendimento dell’Inglese anche fuori dalla scuola – il report illustra -, in famiglia o nella loro comunità, specie quando essa sia originaria di Paesi dove questa lingua è comunemente parlata”.

Maschi e femmine: chi va meglio e chi va peggio

In generale le ragazze tendono a essere più brave nelle materie linguistiche, mentre i ragazzi in Matematica. In quinta elementare le femmine superano i maschi di ben 9 punti in Italiano, mentre in Matematica i maschi hanno un punteggio più alto di 6 punti. In Inglese, sia nell’ascolto che nella lettura, le bambine conseguono un risultato migliore, superando i bambini di 4 punti nel primo caso e di 6 punti nel secondo. In terza media, la differenza tra maschi e femmine si attesta a 9 punti in Italiano e a 3 punti in Matematica, a vantaggio nel primo caso delle femmine e nel secondo dei maschi. In Inglese, come già in quinta primaria, le femmine ottengono un punteggio più alto dei maschi di 7 punti nella prova di ascolto e di 8 nella prova di lettura. Durante il quinto anno di superiori, in tutte le tipologie di scuola, i maschi continuano ad ottenere un risultato significativamente migliore di quello delle femmine in Matematica. Tuttavia il rapporto evidenzia come, in Italiano e nelle due prove d’Inglese le differenze diminuiscano, con risultati statisticamente irrilevanti.

Ludovica Colli

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