Roma, 31 gen – “Ieri sera ho appreso notizie preoccupanti circa lo stato di salute fisica e psicologica dei ragazzi a bordo della Sea Watch 3. A quanto risulta i ragazzi ospitati sull’imbarcazione sono ‘non accompagnati’, cioè privi del sostegno di congiunti adulti. Per garantire ai minorenni in questa difficile condizione le tutele e la protezione necessarie, il Parlamento italiano votò a larghissima maggioranza, nel 2017, una legge che rappresenta in Europa un esempio di civiltà” così ha affermato Sandra Zampa, ex deputata del Partito Democratico, in merito ai sedicenti minori non accompagnati a bordo della nave di Sea Watch.

La Zampa è stata la prima firmataria della legge 47/2017, la cosiddetta Legge Zampa, approvata nell’aprile del 2017, ovvero la legge riguardante le tutele aggiuntive riservate ai minori “migranti” non accompagnati in Italia. La suddetta legge è arrivata in Parlamento, soprattutto grazie all’ostinata azione di lobbying politico, durata per ben tre anni, di Save The Children, che dichiarò: “L’Italia può dirsi orgogliosa di essere il primo paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini migranti prima di tutto bambini”.

Chi è la piddina Sandra Zampa

Una piccola annotazione: la prodiana Sandra Zampa, abbandonato il ruolo politico, è stata reimpiegata da un Gentiloni già dimissionario nel 2018 in diversi ministeri. Infatti, ora è consulente giuridico esperta in diritti umani dell’infanzia e dell’adolescenza presso il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU) della Farnesina, ed esperta aggiuntiva presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la nota UNAR coordinata da Luigi Manconi, anch’esso nominato nel febbraio del 2018 da Gentiloni ed ex Senatore Pd, nonché presidente dell’associazione A Buon Diritto, finanziata dalla Open Society Foundations di George Soros. La Zampa, nel 2018 è diventata altresì vice presidente di CIR Rifugiati, associazione di Roberto Zaccaria, anche questa finanziata da Soros.

Dal 29 di marzo 2017, la Legge Zampa ha stabilito che i minori stranieri non accompagnati non sarebbero più potuti essere respinti e sarebbero stati tutelati da un sistema di protezione e di inclusione uniforme. L’approvazione della nuova normativa ha disciplinato anche le procedure per l’identificazione e l’accertamento dell’età agli standard dell’accoglienza, la promozione dell’affido familiare, la figura del tutore, le cure sanitarie e l’accesso all’istruzione.

Dal grafico e dalla tabella, non è difficile capire che il primo effetto dell’entrata in vigore della Legge Zampa, è stato il raddoppio del numero dei minori non accompagnati sbarcati in Italia, passati dai 5.930 del 2016 ai 9.782 del 2017, aumento non riscontrato invece nel numero dei minori accompagnati. Addirittura nel 2018, con gli sbarchi diminuiti dell’85 per cento, i minori non accompagnati arrivati nei porti italiani sono stati 3.711, mentre gli accompagnati solo 93. Purtroppo, risulta quanto mai complicato determinare la reale età degli immigrati, perché, come accade nella maggioranza dei casi, questi arrivano in Italia senza nessun tipo di documento di riconoscimento che comprovi la reale data di nascita. I sedicenti minori non accompagnati dichiarano che sono stati i trafficanti in Libia a sequestrargli le carte d’identità.

Impossibile stabilire l’età esatta dei “migranti”

Ad oggi, non esiste una metodologia medica inappellabile che possa confermare, con certezza, la veridicità dell’età dichiarata dal migrante. In Italia, si ricorre al metodo di Greulich e Pyle, ovvero l’accertamento dell’età biologica tramite radiografia del distretto mano-polso, che tuttavia essendo tarato su adolescenti anglosassoni della metà del secolo scorso, non sarebbe attendibile per la valutazione dell’età cronologica dei giovani migranti provenienti da Asia e Africa. Per questo motivo, il legislatore italiano ha stabilito che debba valere la “presunzione della minore età nei casi dubbi” (all’art. 8, co. 2, D.P.R. 22.9.1988, n. 448) per garantire i diritti del sedicente minorenne: “il predetto principio, fondato sul dovere di garantire al minore la più ampia tutela dei diritti, si ritiene possa trovare applicazione in via analogica anche in materia di immigrazione, ogni volta sia necessario procedere all’accertamento della minore età. Pertanto la minore età deve essere presunta qualora la perizia di accertamento indichi un margine di errore”.

Il più noto caso di sedicente minore non accompagnato, rivelatosi poi maggiorenne, è Anis Amri, il terrorista della strage di Natale del 2016 a Berlino, arrivato nel 2011 in Sicilia. Pochi mesi dopo, il tunisino, processato per aver distrutto il centro di accoglienza che lo ospitava insieme ad altri due complici, fu difeso in giudizio dall’avvocato Rosa Emanuela Lo Faro, legale delle ONG “salva migranti”, Proactiva Open Arms e Sea-Eye.

Due considerazioni finali:

Francesca Totolo

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5 Commenti

  1. Una legge che porta il nome: zampa!!! E che favorisce l’ invasione dei crea degrado!!!… I Latini: “Nomen omen”!!!… Abrogarla subito! E rispedire i cannibali, in erba oppure no, dove la natura li ha locati!!!…..

  2. Grazie infinite Francesca per aver descritto l’ennesimo esempio di pseudo intellettuale piddina, sorosiana e pro invasione, spietata con gli italiani e vigliaccamente subdola……..il popolo italiano deve soccombere suddito e schiavo della fecciaglia africana………. fortunatamente qualcuno comincia a smascherare questi comunistoidi ipocriti e codardi.

  3. Perché non fare anche RX ortopantomografia (cavo orale)?vedendo comparsa molari in associazione all’ex del polso si stabilisce età in maniera inequivocabile,margine errore minimo

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