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Bologna, 31 gen – “Prima gli immigrati” sembra essere lo slogan in voga tra i banchi della Regione Emilia Romagna (e non solo). Come riporta La Verità, la metà esatta dei fondi regionali destinati al lavoro delle fasce deboli – in particolar modo i disabili – è finita nel calderone degli aiuti agli immigrati. In altre parole: la metà dei corsi di aggiornamento, dei tirocini e degli stage finanziati con i fondi regionali ed europei che normalmente dovrebbero essere riservati alle “categorie deboli” (disabili, ex alcolisti e tossicodipendenti, ex carcerati, soggetti in grave difficoltà economica) sono stati assegnati a chi italiano non è. I numeri parlano chiaro: 1.758 sui 3.631 tirocini hanno coinvolto richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria.

Le cifre parlano chiaro

Sempre secondo quanto riportato da La Verità “circa la metà dei percorsi di avviamento e inserimento al lavoro dedicati alle fasce deboli finiscono per riguardare i sedicenti profughi“. E poi: “A Bologna 386 tirocini su 638 sono andati a richiedenti asilo e solo 97 a persone a cui spettavano in base alla legge sulla disabilità […] A Ferrara su 365 percorsi avviati 169 sono stati dedicati agli immigrati sbarcati sulle nostre coste, mentre solo 140 sono andati ai disabili. Più o meno come a Parma dove i sedicenti profughi hanno occupato 217 posti su 496 disponibili”. Non è tutto: nella provincia di Forlì-Cesena, su 428 tirocini di tipologia C, attivati nel 2018 dalla Regione, il 53% hanno coinvolto richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria, mentre solo 57 sono stati riservati a persone svantaggiate e 142 a persone con disabilità. Invece, a Reggio Emilia il 69% dei tirocini formativi dedicati ai portatori di handicap e alle persone in difficoltà, sono stati assegnati ai richiedenti asilo.

Il consigliere leghista Gabriele Delmonte, che ha sollevato per primo la questione, ha commentato duramente la situazione: “Invece di pensare agli italiani in difficoltà, le amministrazioni Pd preferiscono pensare ai sedicenti profughi. E questa volta ad essere danneggiati sono addirittura i disabili“. Per Delmonte l’assurdità consta nel fatto che “in questo modo si continuano a favorire i percorsi di avviamento al lavoro di persone che, il più delle volte non hanno nemmeno ottenuto lo status di rifugiato e che sono in Italia solo temporaneamente“. Se non è discriminazione questa.

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. È così da sempre……per i piddini buonisti prima vengono negroidi africani, islamici, zingari,ladri e spacciatori, froci e sodomiti, pervertiti e sfigati vari…….poi ci sono gli italiani,i nuovi schiavi,i sudditi da spremere…….. ovviamente i piddini hanno solo lavori protetti con stipendi superbi……….felice di vivere altrove. Un pensiero ai patrioti che devono subire nel silenzio questa indegna politica di sostituzione razziale……… stranamente tutto ciò è perfettamente regolare, stranamente la magistratura politicizzata sinistrorsa indaga colui che ci protegge dall’invasione negroide mafiosa e lascia impuniti questi politicante parassiti………un bel “paesaggio” di menta…….per non dire altro.

  2. Spero che alle orossime elezioni il PD e la “sinistra” abbiano un vero tracollo in Emilia Romagna. Che possano sparire per i prossimi 200 anni. Che i loro esponenti vengano cacciati dalle istituzioni e dai posti pubblici che indegnamente occupano da oltre 70 anni. Peggio dei mafiosi. Peggio della camorra. Peggio della ‘ndrangheta. Comunisti.

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