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Roma, 29 gen – Due ore di sciopero per parlare di immigrazione. E’ questa l’idea degli insegnanti del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, che hanno proposto di fermare le lezioni di mercoledì 30 gennaio e monopolizzare le prime ore di lezione per discutere su quanto accade in questi giorni: dal destino degli stranieri del Cara di Castelnuovo di Porto alla Sea Watch, dalle politiche migratorie del governo all’onnipresente “emergenza razzismo”.



L’appello degli insegnanti

Nel comunicato diffuso si legge così: “Care colleghe e cari colleghi, cari studenti e lavoratrici della scuola, gentile preside, questo breve testo si rivolge all’intera comunità scolastica. Siamo scossi e preoccupati. Ancora centinaia di morti nel Mediterraneo, ancora migranti costretti a restare in nave dopo un viaggio tragico, mentre a Castelnuovo di Porto si consuma una delle pagine più buie della nostra storia recente. Richiedenti asilo o migranti con protezione umanitaria sgomberati con l’esercito da un Cara con un preavviso di 48 ore, alcuni finiti in strada per effetto del nuovo decreto sicurezza, altri trasferiti di forza, costretti ad abbandonare il luogo che li aveva accolti, persone ancora una volta sradicate, bambini strappati alle loro classi, persone malate allontanate dai loro luoghi di cura. Si può continuare nella nostra routine didattica di fronte a quanto sta accadendo? Chiediamo all’intera comunità scolastica di dare un segnale di preoccupazione e riflessione trasformando le prime due ore di lezione di mercoledì 30 in uno sciopero alla rovescia: fermare la didattica per ragionare e riflettere insieme agli studenti di quanto sta accadendo, leggere i giornali, apprendere e commentare il dibattito di queste tragiche giornate. Ognuno lo faccia come vuole, ma fermiamoci a riflettere per rompere l’indifferenza e la rassegnazione. La scuola è anche e soprattutto questo”.

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La reazione del Blocco Studentesco

L’iniziativa ha incontrato il plauso di alcune associazioni territoriali e del Cedis (centro autorizzato alla certificazione degli esami di italiano come lingua seconda). Di tutt’altro parere il Blocco Studentesco: il movimento giovanile di CasaPound ha promesso infatti battaglia all’iniziativa bollata come “vergognosa”. “Non permetteremo che si sottragga tempo alla didattica, cannibalizzando le prime due ore di lezione per fare della vera e propria propaganda immigrazionista nelle nostre scuole”, si legge in una nota.

Cristina Gauri

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