Roma, 13 apr – Emmanuel Macron di nuovo in “dissonanza” con Joe Biden, come riportano gli aggiornamenti Tgcom24. Era già accaduto dopo la definizione di “macellaio” attribuita dal presidente americano a Vladimir Putin qualche settimana fa.

Macron “Biden parla di genocidio? Attenzione alle parole”

Per Macron, se Biden parla di genocidio, evidentemente sbaglia. Il presidente francese ha infatti differenziato l’approccio linguistico sul tema, come era già avvenuto le scorse settimane, quasi “rimbrottando” il leader della Casa Bianca. Il capo dell’Eliseo, infatti, non ha usato la parola “genocidio” come il suo collega statunitense, per accusare Putin nel merito della guerra ucraina, e ha chiaramente fatto riferimento alla necessità di non giungere a una “escalation di parole” che viene considerata di dubbia utilità. Il contesto è stato un’invervista, rilasciata da Macron al canale France 2, dove gli è stata chiesta proprio un’opinione sulle parole utilizzate dal presidente statunitense. “Attenzione ai termini”, ha poi concluso.

L’attenzione al rischio di “escalation” verbale

È evidente quanto la Francia, pur in un contesto di sostanziale impotenza, stia cercando di recitare la parte di una sorta di “Stato mediatore”. Lo dimostrano le telefonate di Macron sia a Putin e a Zelensky ma anche, quando si presenta l’occasione, la presa di distanze da Washington. Il presidente francese l’aveva già espressa quando, a fine marzo, Biden aveva definito Putin “macellaio”. In quell’occasione, aveva infatti dichiarato quanto non fosse necessario alimentare e provocare “una escalation né di parole né di azioni”.

Alberto Celletti

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