Roma, 13 apr – Martin Mystere, uno dei più importanti personaggi della storia del fumetto italiano, compie 40 anni, come riportato da Tgcom24, che intervista anche il suo creatore, Alfredo Castelli.

Martin Mystere, la storia

Martin Mystere nasce nell’aprile del 1982, quando in edicola arriva il primo di una lunga serie di albi. Concepito come “detective dell’impossibile2, il prode Martin, da quel giorno, sarà uno dei massimi protagonisti del fumetto italiano. Oggi, quel detective, compie 40 anni. Alfredo Castelli, intervistato sul tema, ha così dichiarato: “In realtà Martin, o comunque un’idea di quello che poi è diventato, esisteva da tempo, perché esisteva quello che c’è intorno a me: i libri, gli oggetti, la curiosità, il mio patrimonio mentale, insomma. C’erano già tutti gli stimoli che mi hanno portato a inventare un personaggio che amasse questo tipo di cose. All’inizio doveva essere solo un archeologo, poi via via si è occupato di tutto quello che c’è di curioso, dei misteri e dei “mysteri”, ossia fatti strani che possono essere lontanissimi ed esotici ma che possono trovarsi anche nel cortile sotto casa”.

Un personaggio innovativo

Castelli così dichiara nell’intervista: “Prima di Martin Bonelli pubblicava quasi esclusivamente western, da Tex a Ken Parker passando per Mister No, che definirei un “western amazzonico”. Io ho portato qualcosa di moderno ambientato nel presente. Scherzosamente Sergio diceva che gli avevo presentato avventure con scazzottate, inseguimenti e poi invece si era ritrovato “storie di computer”, computer che lui odiava.”

Poi aggiunge: “È stato il “personaggio cerniera“, ha rappresentato una sorta di “sliding doors” tra gli eroi classici e tutti quelli che sono venuti dopo e che si staccavano dalla tradizione bonelliana, Dylan Dog in primis. Bene o male l’operazione ha funzionicchiato, nel senso che Mystère non ha mai avuto grosse vendite, ma ha resistito perché i suoi lettori gli si sono affezionati in un periodo in cui era difficile trovare personaggi a cui legarsi. Ha creato un suo “zoccolo duro” di lettori, come era successo per Tex, Diabolik o Alan Ford, che gli ha garantito di arrivare fino a oggi”.

Pochi contesti nazionali nel fumetto italiano, ma sublime arte

Come abbiamo già analizzato nel nostro articolo pubblicato sul giornale cartaceo, il fumetto italiano, pur pregno di esempi di grandi artisti e sceneggiatori, paga la scarsa “italianità” dei suoi racconti, dei suoi luoghi, quasi sempre stranieri. Il che, per carità non ha nulla di sbagliato. Se non fosse così triste, forse, veder poco narrata la propria terra, le proprie città, e non assistere quasi mai alla nascita di personaggi che parlino anche del nostro Paese. Il newyorkese Martin Mystere non fa eccezione in questo. A lui, come a tutti gli altri parti della Sergio Bonelli Editore, della Walt Disney Company Italia o della stessa Arnoldo Mondadori, va comunque il merito enorme di aver raggiunto vette artistiche sublimi, anche per gli standard mondiali. Dunque, auguri, caro Martin, perché sei comunque parte di una splendida storia nazionale.

Stelio Fergola

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