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Roma, 24 giu – Ci vuole un solo anno all’architetto Luigi Moretti, dal ’36 al ’37, per completare la “Palestra del Duce”, palestra personale di Benito Mussolini. Un tempio per la salus del Duce sorto nel complesso del Foro in suo onore, opera di Costantino Costantini (oggi Foro italico). Il Moretti realizza nella stessa area anche la Casa Balilla sperimentale, poi Accademia di scherma al Foro italico anche nota come Casa delle Armi, e la Cella Commemorativa del 1940.
L’attività fisica è prerogativa del fascismo, e Mussolini in prima persona diffonde l’esempio: non solo non trascura lo sport, ma lo trasforma in uno stile di vita, una pratica quotidiana unita ad una precisa ricerca estetica e filosofica. Il Duce però non è solo discorsi e platea, ma è votato da sempre all’azione e allo scontro fisico, lo dimostrano infatti i suoi cinque duelli nei primi del novecento e l’audacia dimostrata sul fronte. Gli ambienti della “Palestra del Duce” ricalcano tale inclinazione: posta al primo piano dell’edificio della piscina coperta del foro, segue un interno rettangolare suddiviso in atrio, zona ginnica, salotto, spogliatoi e solarium per l’abbronzatura, il tutto articolato in diaframmi e lastre marmoree. Attraverso questi elementi si respira una forte atmosfera antico romana unita, tuttavia, alla ricerca tutta mussoliniana di modernità e funzionalità. Decorazioni sì, ma sempre di gusto e mai eccessive: un fil rouge che porta il classico ad ambienti metafisici. Quindi, pareti in pavonazzetto che specchiano il disegno delle nervature, pavimenti in linoleum con intarsi di marmo, oltre che alla modernissima scala a chiocciola e alla due statue di bronzo dorato, un arciere e un fromboliere, di Silvio Canevari, quasi uscite da un quadro di De Chirico.
Le decorazioni delle pareti  sono opera del celebre artista Gino Severini: i litostrati nel vestibolo raccontano l’Italia fascista, il sole nascente dietro il leone come segno zodiacale del duce, il genio del fascismo come angelo dalle ali meccaniche, mentre nel corridoio dei servizi si trovano scene di vita romana, composizioni di animali, nature morte con il fascio, libri, frutta, giovani vigorosi in conversazione e un cacciatore.
Tutto l’insieme grida silenziosamente epica, ordine e millenaria forza fisica. Anche se oggi la “Palestra del Duce” è utilizzata come Sala Stampa del Palazzo delle Piscine coperte, sembra ancora di poter intendere gli scritti del superuomo di Nietzsche tanto studiati da Mussolini e udire i suoi aforismi sulla bellezza fisica – spirituale. Il fascismo compie la monumentale impresa di trasferire quest’anima e tutte queste idee in solida materia.


Alberto Tosi
Foto di Andrea De Palma – https://fascismoinmostra.it/

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