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Bruxelles, 3 lug – Pd e M5S hanno votato in modo opposto ieri nella commissione Politica economica (Econ) del Parlamento europeo su un documento relativo al Mes: dem a favore, 5 Stelle contrari. Non di buon auspicio per la maggioranza giallofucsia in vista del probabile voto per richiedere l’accesso al Meccanismo europeo di stabilità. Nello specifico, si tratta di un atto delegato proposto dalla commissione sul Pandemic Crisis Support per inserire le spese sanitarie nei requisiti del Fondo salva Stati (la trappola Ue che a dispetto del nome gli Stati li rovina).

“Pedicini ha espresso la posizione dell’intera delegazione M5S”

Insomma, la presidente della commissione Econ Irene Tinagli, del Pd, ha ovviamente votato a favore, mentre l’eurodeputato M5S Piernicola Pedicini ha votato contro, come i colleghi della Lega Francesca Donato, Antonio Maria Rinaldi e Marco Zanni. Il dato rilevante è che Pedicini, votando contro, ha espresso la posizione dell’intera delegazione del M5S. Segno che almeno all’Europarlamento i grillini non intendono consumare voltafaccia (ma lì la poltrona non è a rischio come in Italia). Tra l’altro Pedicini è stato appena reintegrato nella delegazione M5S dopo un mese di sospensione proprio per aver votato contro il Mes (invece di astenersi).

Il monitoraggio delle spese sanitarie passa all’Econ con 40 voti a favore

Nel dettaglio, la Commissione europea ha proposto di inserire nei requisiti per le spese del Mes le spese sanitarie: se un Paese accede al Mes per chiedere liquidità, deve inserire il dettaglio delle spese sanitarie nel suo rapporto, una volta ottenuti i fondi. La commissione Econ del Parlamento Ue ha deciso di non opporsi all’atto delegato, sul quale l’Aula ha potere di veto, con 40 voti a favore, 16 contrari e un’astensione. La Econ ha quindi votato per non opporsi, non esercitando il veto. Pertanto l’atto delegato è passato. Ora pertanto sarà attivo il monitoraggio di quelle spese nel caso in cui un Paese richiedesse l’attivazione del Mes per l’emergenza sanitaria.

Weber (Ppe) minaccia: “No al Mes condiziona trattative su Recovery fund”

“Il Movimento 5 Stelle – spiega Pedicini -, non ha cambiato posizione e ribadisce che il Mes è uno strumento inadeguato. La nostra contrarietà non è frutto di una banale impostazione ideologica, ma di una analisi approfondita dei Trattati e dei regolamenti europei”. Per tutta risposta, Manfred Weber, capogruppo del Ppe all’Europarlamento, avverte (se non minaccia) che il rifiuto del Mes da parte del partito di maggioranza relativa del Parlamento italiano rischia di condizionare anche le trattative sul Recovery fund: “L’utilizzo del Mes – fa presente Weber – darebbe al governo italiano credibilità per il negoziato sul Recovery fund, questo è ciò che sostengono molti Paesi”.

La contro-replica: “Da Weber mistificazioni, rispetti governo italiano”

Dura la contro-replica di Pedicini: “L’Italia non ha bisogno delle patenti di credibilità di Manfred Weber, Presidente del Ppe al Parlamento europeo e uno dei principali teorici delle politiche di austerità che per anni hanno massacrato i cittadini europei. Weber dovrebbe rispettare il governo italiano e smettere di diffondere mistificazioni come nel caso delle condizionalità legate alla fase di restituzione del Mes, che non sono state cancellate”. Il pentastellato rincara la dose: “E’ vergognoso che spacci per solidarietà quello che è invece un prestito con un tasso di interesse in linea con l’andamento di mercato”.

Chissà cosa ne pensano i colleghi del M5S che siedono nella maggioranza giallofucsia, di cotanta coerenza dell’europarlamentare nel ribadire quel “no al Mes” che in difesa della poltrona loro potrebbero trasformare senza pudore in un sì, tradendo elettorato e italiani tutti.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Comunque il voto del M5S non è stato determinante come lo scorso anno per l’elezione di Ursula e in Italia forse non sarà determinante “se il M5S calcola bene con sua conosciuta maestria ” essendoci l’aiuto di Forza Italia