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Milano, 22 ago – Salvatore Milici non ce l’ha fatta. Non è bastato il delicato intervento di neurochirurgia al quale è stato sottoposto, dopo che sei giorni fa era stato ricoverato in rianimazione. A ridurlo così il vicino di casa, Hamdan Hicham, marocchino di 26 anni. Un’aggressione brutale e immotivata. Il 16 agosto scorso il 62enne milanese si stava recando in farmacia, quando il marocchino, nascosto tra due automobili, è sbucato fuori e alle spalle lo ha colpito con una mattonata. Il colpo alla nuca che gli ha sfondato il cranio è stato fatale per Salvatore, a nulla è servito il trasferimento in ospedale.



All’origine della lite futili motivi, vecchie liti di vicinato tra i due abitanti di via Palmieri, quartiere Stadera periferia sud della città. L’aggressore si era rifugiato nella propria abitazione per sfuggire alla cattura, ma era stato poi trovato dai Carabinieri che lo hanno arrestato. Hicham, personaggio già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, è stato definito pazzo dai suoi familiari, essendo da tempo seguito dai servizi psico-sociali dell’ospedale San Paolo.

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Al momento il Gip Alessandra Clemente, su richiesta del Pm Luigi Luzi, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per il giovane marocchino. Ora la strategia dei suoi difensori punterà sui problemi psichiatrici per farlo uscire dal carcere di San Vittore. I legali attendono una relazione dei medici della casa circondariale, dal momento che Hicham si era recato a una prima visita psichiatrica soltanto due giorni prima di aggredire Milici. Sulla base della documentazione medica, la difesa probabilmente chiederà il trasferimento dell’arrestato in una comunità o il riconoscimento dell’incapacità di intendere e di volere.

Davide Romano

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