Finale Ligure, 22 ago – Ora gli immigrati fanno fermare anche i treni. Probabilmente sono abituati alle navi che fanno servizio taxi gratuito, e pensano che in Italia funzioni così con ogni mezzo di trasporto. A subire il danno i pendolari liguri che da Savona si spostano verso i comuni del Ponente ligure per recarsi al lavoro.

Il fatto è accaduto nei giorni scorsi a Finale Ligure, dove un treno regionale proveniente da Genova e diretto a Ventimiglia è stato costretto a interrompere la sua corsa a causa degli immigrati senza biglietto. I controllori, infatti, non sono riusciti a far scendere gli extracomunitari e a lasciarli a piedi, perché questi una volta toccata la banchina risalivano sul treno in un’altra carrozza.

Gli immigrati erano quasi tutti venditori ambulanti, per lo più abusivi, che ogni giorno percorrono le spiagge della riviera ligure infastidendo turisti e bagnanti con la loro paccottiglia da quattro soldi e con i loro capi di abbigliamento e pelletteria che falsificano prodotti di grandi marchi della moda.

La situazione, sulla tratta ferroviaria che collega Genova a Ventimiglia, non è nuova. E periodicamente, dall’inizio dell’estate si verificano scene analoghe, con i controllori che pizzicano gli stranieri senza biglietto, li accompagnano alla porta per poi farli scendere alla fermata successiva.

Mai, però, erano stati costretti a fermare la corsa del treno, facendo subire ai pendolari il danno di arrivare in ritardo sul posto di lavoro. Questo perché il più delle volte gli stessi controllori per paura delle reazioni degli ambulanti, che altrove hanno aggredito chi impedisce loro di fare ciò che vogliono, chiudono un occhio e fingono di non vedere che risalgono a bordo.

Anche i pendolari sono esasperati dalla situazione, dal momento che a bordo si verificano episodi di intolleranza da parte dei passeggeri sprovvisti di biglietto nei confronti di chi regolarmente paga. E chiedono che a bordo venga fatta salire la polizia ferroviaria o la vigilanza armata, per rendere più sicuro il loro tragitto da casa al lavoro e viceversa.

Anna Pedri

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