Roma, 18 mar – Vi siete chiesti come mai spesso sulle navi degli scafisti (e delle Ong) ci sono minorenni che invece minorenni non sono? Il motivo ce lo spiega Caterina Ajello, procuratore dei minori di Catania: “Non è un mistero che i maggiorenni a volte cerchino di spacciarsi per minorenni per ottenere l’asilo, oramai penso che tutta l’Africa sia informata sulle garanzie previste dall’ordinamento legislativo dell’Italia e quindi arrivano qui già pronti e istruiti a dovere”.

Il caso di scuola è quello dei 15 minori trattenuti a bordo della nave Ong Sea Watch 3. All’epoca dei fatti, la sinistra immigrazionista si stracciò le vesti chiedendo lo sbarco immediato dei “pargoli”. Addirittura, Martina del Pd dichiarò che dopo averli guardarti negli occhi – sfoderando una specie di super potere – era sicuro che fossero minorenni. Il governo dal canto suo negò lo sbarco: “A bordo non ci sono né donne né bambini“, dichiarò il Viminale.

La richiesta di sbarco dei minori presunti

La procuratrice Ajello però sapeva bene che fino a prova contraria a bordo della nave c’erano solo minori presunti. “Le generalità dei migranti che avevamo a disposizione in quel momento, erano solo quelle raccolte a bordo dal comandante della Ong, si trattava di un elenco stilato chiaramente approssimativo dove c’erano una serie di errori. Non veniva nemmeno indicato il luogo di nascita… ma non si tratta di dati ufficiali”, aveva scritto in una lettera ai ministri Salvini e Toninelli.

Per la Procura infatti i dati ufficiali sono esclusivamente quelli raccolti dall’Ufficio immigrazione della questura dopo lo sbarco. Ma in quel caso fu richiesto di far scendere a terra i presunti minori. Un atto dovuto, ha spiegato la Ajello: “Non appena ricevo notizia della presenza di minori a bordo devo avviare un procedimento civile a loro tutela e assicurarmi che vengano collocati nelle apposite strutture di accoglienza”.

Dal canto suo, il procuratore di Siracusa Fabio Scavone, ha messo in evidenza come “in alcuni casi era indicato solo l’anno, in altri, la maggior parte, risultavano tutti nati il 1° gennaio del 2002”, quindi sotto la soglia della maggiore età per pochi mesi.

“Non esiste metodo scientifico certo”

Insomma, in assenza di documenti e senza esami, fa fede quello che dichiarano gli immigrati. L’Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione ammette che ad oggi non esiste alcun metodo scientifico che consenta di determinare l’età dei migranti in modo certo. Non solo, l’affidabilità dei metodi disponibili è molto controversa anche in ambito scientifico perché il metodo più diffuso, la misura dei parametri antropometrici secondo gli standard di Greulich-Pyle, si basa su uno studio condotto su bambini e adolescenti dell’Ohio tra il 1931 e il 1942, una popolazione ben differente rispetto a chi vuole lasciare l’Africa oggi.

Le date di nascita cambiano a posteriori

Quello che fa specie è che a distanza di più di un mese dallo sbarco dei 15 presunti minori della Sea Watch, ora ogni soggetto in questione ha la sua data di nascita: “7 novembre 2002, 1 novembre 2001, 1 gennaio 2002, 5 novembre 2001, 27 dicembre 2002…non sono nati tutti lo stesso giorno”, ha dichiarato il procuratore. Su uno dei minori è stato predisposto un accertamento perché in base all’aspetto fisico è insorto il dubbio che fosse maggiorenne ma “gli accertamenti non possiamo farli su tutti – ha spiegato la Ajello – perché quanto verrebbe costare allo Stato?”

Chissà come sono state modificate le date. “A volte i migranti ci mettono un po’ di tempo per ricordare, altre volte ci sono problemi di lingua, altre volte ancora ci sono soggetti che sicuramente ne approfittano. Non è un mistero che i maggiorenni a volte cerchino di spacciarsi per minorenni per ottenere l’asilo, oramai penso che tutta l’Africa sia informata sulle garanzie previste dall’ordinamento legislativo dell’Italia e quindi arrivano qui già pronti e istruiti a dovere. Detto questo anche la Questura può sbagliare, siamo in una situazione di approssimazione, ma di giusta garanzia”, ha chiarito il procuratore. Certo è che gli scafisti e chi gestisce i flussi illegali dall’Africa sanno bene che i minori sono tutelati, anche se clandestini. Questo spiegherebbe come mai spesso gli immigrati siano privi di documenti di identità e, appunto, sedicenti minorenni.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Questo l’avevamo capito tutti quale è la novità, mi sa che siete arrivati troppo dardi ve la do io una bella dritta, ni sa che in Italia ci sono 900 glandestini ssssss non ditelo a quelli del Pd mi raccomando se no’ quelli c’è li Buttano tutti fuori ?????e poi chi la sente la boldri i vari boeri e company, per carità sarebbe un disastro per l’economia italiana.

  2. Chiamate martina, se nel frattempo non si è ancora suicidato, li guarderà negli occhi e vi dirà quando sono nati. Io vi posso solo dire da cosa sono nati… da una scimmia

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