Firenze, 26 feb – È un mistero quanto accaduto in una sede della Questura di Firenze, ieri pomeriggio. Un artificiere è morto al primo piano della caserma Fadini, vicino alla Fortezza da Basso, durante un incendio, forse provocato da un’esplosione. O forse no. Quali sono le cause dell’esplosione? Terrorismo? Dal Palazzo dicono di no, ma non aggiungono commenti. Inoltre, come riporta La Nazione, tutta la zona è stata dichiarata off limits e all’interno è rimasto solo il capo dell’antiterrorismo ed alcuni tecnici esperti esplosivisti dei Vigili del fuoco.
Nel pomeriggio di domenica 25 febbraio l’agente Giovanni Politi, di 52 anni, stava smontando dal turno allo stadio. L’uomo era un esperto artificiere. A un certo punto le fiamme, che hanno provocato una densa colonna di fumo, rimasta visibile per ore dalla strada. Politi era solo nell’armeria e per questo è ancora più difficile determinare cosa sia realmente accaduto.
I residenti della zona e i passanti hanno riferito che si sono uditi scoppi anche durante l’incendio. Si trattava dell’esplosione di tutti i caricatori che Politi aveva con sé, provocata dall’incendio. Quel che resta davvero da capire, però, è se prima siano divampate le fiamme e dopo la prima esplosione, o se invece sia accaduto il contrario e l’incendio sia una conseguenza. Al momento nessuno, né i Vigili del Fuoco né il 118 ha fornito alcun report sull’accaduto. Sarà l’autopsia a determinare se l’agente sia morto avvolto dalle fiamme o se per i fumi inalati. Allo stesso tempo, la procura ha disposto che venga aperta un’inchiesta, per fare chiarezza.
Pare che nell’armeria dove è divampato l’incendio non fossero custoditi materiali pericolosi né esplosivi, sembra invece che fossero in deposito provvisorio torce di segnalazione. A meno che non ci fosse qualche materiale che potrebbe essere stato innescato a contatto con qualche scintilla, o forse a causa di un corto circuito. Una delle ipotesi al vaglio degli investigatori è che il poliziotto stesse rimettendo a posto qualcosa quando è partita una fiamma.
Anna Pedri

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