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Roma, 17 lug – Ma chi l’ha detto che la cultura si sposi solo con la narrazione globalista, cosmopolita, immigrazionista? Il pregiudizio, duro a morire, non è in realtà mai stato vero, ma da oggi lo sarà ancora di meno. Da settembre, infatti, la società editrice del Primato Nazionale lancerà un nuovo progetto: la casa editrice Altaforte. Un avamposto editoriale che, già nelle parole degli animatori, non nasconde una esplicita vocazione politica. Anzi, esplicitamente sovranista.
“Vogliamo dare voce ai vasti spazi al di fuori del pensiero omologato – dichiara Francesco Polacchi – in risposta ad un’esigenza che ci è apparsa subito chiara guardando la crescita costante delle vendite, degli abbonamenti e degli accessi alla rivista online. Esiste un vastissimo pubblico che chiede di poter accedere, da una parte, a una controinformazione di qualità e, dall’altra, di ritrovare traccia di un sentire comune scomparso dalle cronache mediatiche. A questo pubblico ora risponderemo anche con approfondimenti di firme importanti che non ci fanno invidiare il parterre degli autori delle case editrici blasonate”. Fra i promotori anche Andrea Antonini: “Per tutti coloro che hanno collaborato alla nascita di Altaforte si è trattato di una risposta ad una spinta ideale che va ben oltre la semplice impresa economica. Il settore dell’editoria vive anni difficili e i canali culturali sono storicamente appannaggio di un mondo chiaramente marchiato. Ne siamo perfettamente consapevoli ma abbiamo alle nostre spalle e davanti a noi un percorso certo e ragionato: forti di un piano editoriale che, ancor prima dell’esordio, si spinge fino a dicembre 2019, con tre collane fra saggistica politica, inchieste e romanzi, sappiamo di poter contare su contributi di autori di grande spessore. I nostri libri racconteranno storie di ieri e di oggi, di vite quotidiane e di eroi dimenticati ma, sempre, rappresentando l’altra faccia della medaglia del moderno politicamente corretto, perché il nostro pubblico vuole una verità sui fatti del mondo che non sia concordata dai padroni dell’informazione. Da settembre, per rispondere a tutte queste esigenze – conclude Andrea Antonini – ci saremo noi“.
Sul sito della casa editrice è stato diffuso un video con alcuni degli autori già ingaggiati e che, come promette il portale, garantiranno “un libro al mese”. Fra essi, alcune vecchie conoscenze del Primato nazionale, come il giornalista sportivo di Mediaset, Paolo Bargiggia, l’economista Marco Mori e, ovviamente, il direttore Adriano Scianca. Sua la prima pubblicazione di Altaforte: a settembre, infatti, uscirà La nazione fatidica, un saggio dedicato al futuro politico dell’Italia, ma anche alle sue radici metafisiche.
Giorgio Nigra

5 Commenti

  1. Possibile titolo di un besseller sovranista:
    “Padroni A Casa Nostra Per Sempre, Mai Più Schiavi Di Nessuno!!”
    Complimenti per l’iniziativa editoriale!!
    Saluti.
    Fabrice

  2. il buonismo, ovvero il cancro del pensiero moderno
    auguri di buon lavoro e di successo, piero vassallo

  3. Le sorti di una Nuova Italia dipendono dalla radicale riforma della costituzione del 1948, ormai obsoleta.
    Senza alcuna presunzione, sull’argomento ritengo che per andare incontro alle vere attese del Popolo Italiano sia necessario procedere ad una completa revisione delle nostre Istituzioni, centrali e locali, ab imis fundamentis, mediante la partecipazione, permanente e diretta, di persone qualificate della SOCIETA’ CIVILE nella Amministrazione della COSA PUBBLICA.
    Senza tali riforme, ogni tentativo di mettere ordine nei bilanci delle Pubbliche Istituzioni è destinato a rimanere un puro esercizio verbale, peraltro frammentario ed inconcludente.
    Su tali presupposti segnalo alcune mie considerazioni contenute in un Progetto di Nuova Costituzione, il cui testo integrale è possibile scaricare dal sito: http://www.nuovacostituzione.it. e che sottopongo all’esame di codesta Casa Editrice per una eventuale pubblicazione
    Tale progetto potrebbe costituire lo schema per un dialogo costruttivo tra quanti abbiano interesse alla modernizzazione e moralizzazione del nostro PAESE e favorire il superamento di quel chiacchiericcio parlamentare che tanti danni, materiali e morali, ha arrecato e continua ad arrecare alla Società civile.
    Disponibile per ulteriori chiarimenti.
    Francesco Carlo BIANCA
    MANIFESTO
    PER UNA
    NUOVA COSTITUZIONE
    Il punto centrale delle riforme costituzionali, dolosamente sottaciuto dai mestieranti della politica, è costituito dalla necessità per la Comunità Nazionale di riappropriarsi della SOVRANITA’, da costoro monopolizzata con l’occupazione di tutti gli Organi vitali dello Stato da cui hanno spolpato ogni risorsa materiale, nell’esclusivo interesse personale e delle rispettive Congreghe partitocratiche.
    Ciò è stato possibile e lo sarà sempre a causa della pretesa, connaturata al sistema dei Partiti, di considerarsi gli unici interpreti delle aspirazioni e dei bisogni del POPOLO; affermazione palesemente falsa dato che un REGIME di DEMOCRAZIA veramente equilibrato deve necessariamente poggiare su tutti e due i pilastri di cui è costituita la Comunità: “partitico-elettivo” e “selettiva-partecipativa”; così come delineato in una Ipotesi di una “NUOVA COSTITUZIONE” di cui si elencano, in modo non esaustivo, i seguenti PRINCIPI: 1) nei procedimenti di elaborazione e approvazione delle normative legislative-regolamentari assicurarne la rispondenza ai reali interessi della Comunità mediante l’apporto, qualificato sul piano culturale e professionale, di cittadini estranei alla militanza nei Partiti, designati dalle Categorie professionali, produttrici di beni e di servizi; 2) attribuire la Personalità Giuridica di diritto privato alle FORMAZIONI di PARTITO e SINDACALI; 3) ridurre il numero dei membri delle Assemblee Elettive, con limite di partecipazione a due sole legislature nei relativi Consessi; 4) equiparare la normativa economica e previdenziale dei membri delle Assemblee elettive a quella comune in materia di lavoro subordinato e comunque assoggettabile a iniziativa referendaria, abrogativa; 5) eliminare qualsiasi forma di finanziamento pubblico a favore delle organizzazioni partitiche; 6) istituire un Parlamento Monocamerale formato solo da trecento membri: duecento, espressione delle formazioni di Partito e cento, espressione di una Conferenza Nazionale, rappresentativa delle varie discipline d’insegnamento nelle Università Statali e Libere, nonché degli Ordini e Associazioni Professionali; 7) attribuire al Primo Ministro, Capo dell’esecutivo, poteri di nomina e di revoca dei propri ministri in numero non inferiore a dieci e non superiore a quindici; 8) eleggere il Presidente della Repubblica tra le Personalità, individuate dal Parlamento, estranee alla militanza nei Partiti, che abbiano dato prestigio alla Patria nel campo della cultura umanistica, scientifica, letteraria e artistica; 9) eleggere i Giudici Costituzionali a mezzo di una Conferenza Nazionale dei rappresentanti delle Università Statali e Libere, del Consiglio Nazionale Forense e dei Dottori Commercialisti; 10) fissare al trenta per cento l’aliquota massima applicabile sul reddito netto, tassabile, delle persone fisiche e giuridiche, nel rispetto della principio di progressività delle imposte; 11) eliminare le sovrimposte e le addizionali; 12) applicare le aliquote relative alla imposizione indiretta sui consumi e sui trasferimenti, con salvaguardia dei beni vitali dell’esistenza; 13) unificare le giurisdizioni: ordinaria, amministrativa, contabile e tributaria riservando, nei vari gradi di giurisdizione, una percentuale di posti agli avvocati e dottori commercialisti; 14) sopprimere le Regioni e le Province; 15) unire o fondere i Comuni con popolazione residente inferiore ai ventimila abitanti; 16) istituire, in Aree Metropolitane, Conferenze Permanenti come Enti Amministrativi Territoriali di coordinamento e raccordo intercomunale delle varie attività locali, da costituire con un numero di Comuni non inferiore a venti e popolazione complessiva non inferiore ad un milione di residenti; 17) attribuire direttamente a tali Enti quote di tributi erariali, accertati e riscossi nei rispettivi territori; 18) istituire una Conferenza Nazionale Permanente degli Enti Amministrativi Territoriali, per la valutazione comparativa dell’azione amministrativa e gestione dei servizi nelle varie Aree Metropolitane, con il compito di individuare i procedimenti più idonei a garantire la migliore efficienza ed economicità nei servizi erogati.
    La realizzazione di tale progetto costituzionale, che richiederebbe coraggio e forza morale, e le cui norme, precettive e programmatiche, andrebbero realizzate per gradi, si rende ormai ineludibile per un reale processo di ristrutturazione e risanamento, morale e finanziario, degli Organi Costituzionali e della Pubblica Amministrazione.
    BIANCA Francesco Carlo (www.nuovacostituzione.it”)
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