Home » Open Arms: "La Libia ha fatto morire una donna e un bambino". Ma l'Ong non può saperlo

Open Arms: "La Libia ha fatto morire una donna e un bambino". Ma l'Ong non può saperlo

by La Redazione
4 comments

Roma, 17 lug – Il caso forse non esiste, ma a volte incrocia magicamente la rotta delle Ong. Le navi Astral e OpenArms di Proactiva Open Arms, appena giunte in zona Sar libica, hanno incrociato “casualmente” il relitto di un gommone rinvenendo una donna sopravvissuta e i poveri resti di un’altra e di un bambino di 5 anni. La giornalista di internazionale Annalisa Camilli, guarda caso ben informata sull’accaduto, ha fornito subito un’accurata ricostruzione dell’accaduto. I portavoce delle Ong in questione, una volta giunti in zona Sar, a 80 miglia circa dalla Libia, hanno detto di essersi imbattuti proprio nel relitto su cui è intervenuta ieri la Guardia costiera libica.
Come fatto notare da Francesca Totolo, firma del nostro giornale, in realtà, come si può inoltre facilmente notare dalla cartina, questo è impossibile perché la Guardia costiera è intervenuta a circa 26 miglia dalla città di Homs, a est di Tripoli, decisamente lontano quindi dalle posizioni delle navi delle Ong.

 
 
 
 
 
 
 
In pratica per Open Arms il gommone si sarebbe spostato magicamente di 110 miglia nautiche. Come avrebbero fatto poi le navi delle Ong a incrociare “casualmente” questo relitto? E come fanno a sapere le cause di morte delle due vittime?
Evidentemente grazie a particolari poteri da sensitivi, Open Arms è riuscita a ricostruire la storia del naufragio avvenuto molte ore prima del suo arrivo: “La donna sopravvissuta e i 2 poveri resti sono stati abbandonati dalla Guardia Costiera Libica perché si rifiutavano di salire sulla motovedetta”. Chiaro no? Ritrovano per puro caso dei cadaveri e immediatamente ricostruiscono gli eventi precedenti. Chi avrebbe poi provocato queste morti? I trafficanti? Neanche per sogno, secondo le Ong la colpa è della Guardia costiera a prescindere.
Alessandro Della Guglia

You may also like

4 comments

Frank 17 Luglio 2018 - 8:12

Ognuno è responsabile di sè stesso.
Se i negri vogliono vivere… se ne stiano a caduccia loro…

Reply
Raffo 17 Luglio 2018 - 9:58

ONG,ovvero falsi e infami comunistoidi , ignobili esseri , indegni di essere iscritti nella razza umana,servi e complici di una invasione negroide pianificata , collusi con la peggiore feccia islamico magrebina…….. Solo i nostri sinistri fanno più schifo di queste latrine parassite………auguri, che uno scoglio vi accolga……in vacanza ovviamente.

Reply
Da Josefa alle bufale di Open Arms: “umanitari” allo sbando tra insulti e minacce 23 Luglio 2018 - 1:45

[…] 23 lug –abbiamo già ampiamente documentato qui sul Primato Nazionale le incongruenze tra la narrazione fornita da Proactiva Open Arms e i fatti che sono realmente successi il 17 luglio a circa 80 miglia nautiche dalle coste libiche. […]

Reply
Le Ong sono pronte ad entrare nelle scuole. Così indottrineranno i nostri ragazzi 31 Gennaio 2020 - 11:11

[…] sulle condizioni degli immigrati “salvati”, che ha spesso diffuso fake news nelle varie missioni condotte. Insomma si potrebbe stare ora a parlare della Open Arms e di tutte le iniziative […]

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: