Roma, 10 mag – Ci risiamo, la “nave dei centri sociali” non rispetta gli ordini e sfidando il ministro dell’Interno entra in acque italiane con il suo carico di immigrati irregolari. E a quanto pare, la nave, che è stata sequestrata, attraccherà a breve al porto di Lampedusa. A scortare la nave al porto saranno due unità della Guardia di Finanza. Sì, stiamo parlando della Mare Jonio della Ong Mediterranea, con a bordo 30 immigrati presi a bordo nel tardo pomeriggio di ieri a 40 miglia dalle coste libiche (cosa che non doveva fare, visto che lì opera la guardia costiera libica), che ora è entrata in acque territoriali italiane, 12 miglia a sud di Lampedusa. L’imbarcazione stamattina “è stata raggiunta da due unità della Guardia di Finanza per un ‘controllo di polizia’”. Lo fa sapere Mediterranea sul suo profilo Twitter: “Chiediamo ingresso in un porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e la bambina a bordo”, si legge.

Respinta la richiesta di un porto sicuro in Italia

Ieri la Ong vicina ai centri sociali aveva fatto sapere di aver chiesto un porto sicuro al Centro di coordinamento dei soccorsi italiano (Mrcc di Roma): “Ci è stati inoltrata una mail del Viminale che chiede di fare riferimento alle ‘Autorità libiche‘, quelle di un paese in guerra dove i diritti umani non esistono”.

Salvini: “In Italia arriva chi ha il permesso”

Il vicepremier Matteo Salvini dal canto suo non intende in alcun modo permettere all’imbarcazione di far sbarcare i clandestini in Italia. “In Italia arriva chi ha il permesso – ribatte il leader della Lega – con i soldi risparmiati si assumeranno 8 mila uomini nelle forze dell’ordine“.

Meloni: “Unica soluzione è il blocco navale”

Se ci limitiamo a chiudere i porti noi non risolviamo il problema, perché alla fine arrivano in Italia lo stesso, con le barchette, con la marina militare. L’unica soluzione è il blocco navale”. “Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, a Radio anch’io, su Radio 1. Il solito Pd vuole invece che la nave dei centri sociali attracchi in Italia. “Subito un porto sicuro per la Mare Jonio, no a nuovi ostaggi in mezzo al mare”.

Adolfo Spezzaferro

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